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Acireale

Sorge a metà della costa Ionica siciliana. I suoi abitanti si chiamano acesi (jacitani in siciliano). È sede della diocesi di Acireale. Acireale è nota per il suo carnevale, per il barocco e, fino a pochi anni fa, per le sue terme. Vicina all'Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini. È il centro principale dell'hinterland acese, comprendente, oltre ad Acireale, i comuni di Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Aci Castello, Aci Bonaccorsi, Valverde e parte di Santa Venerina, in origine tutti ricompresi nel territorio dell'antica Aquilia, che insieme formano un'unica area urbana senza soluzione di continuità di oltre 130.000 abitanti.


Biancavilla

Nonostante l'altitudine e il clima abbastanza freddo, Biancavilla si distingue, insieme alla vicina Adrano per essere centri montani davvero vivaci. Di fondazione albanese, la città pedemontana è famosa per il dolce carnevale e per la vicinanza all'Etna. Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 675 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4  km in linea d'aria dal fiume.


Castiglione di Sicilia

(Castigghiuni in siciliano) è un comune italiano di 3 259 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia, il territorio del comune di Castiglione di Sicilia è stato dichiarato di "notevole importanza pubblica"- d.r. 21 giugno 1994.
Castiglione è ubicato su di una collina situata sul versante nord dell'Etna, nel bel mezzo della Valle che il fiume Alcantara solca tra Randazzo e Taormina; è uno dei comuni del Parco dell'Etna e del Parco fluviale dell'Alcantara. Dista 50 km da Catania e 60 km da Messina. Altre aree protette sono parte del territorio comunale: Pineta di Linguaglossa, Dammusi, Fascia Altomontana Etna, Contrada Sorbera e Contrada Gibiotti.


Catania 

È il centro della maggiore conurbazione siciliana, nota come "Sistema lineare della Sicilia orientale". L'agglomerato urbano di Catania supera ampiamente i confini comunali, ed ha una popolazione di 637.587 residenti, mentre l'area metropolitana ne conta 767.003. È il comune non capoluogo di regione più popoloso d'Italia, nonché una delle dieci maggiori città italiane e quarta del mezzogiorno. La sua area metropolitana è la settima d'Italia per numero d'abitanti. Fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi, vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono il patrimonio artistico, architettonico e culturale. Sotto la dinastia aragonese fu capitale del Regno di Sicilia. 


La cucina siciliana

è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Sicilia fin dall'antichità ed è strettamente collegata alle vicende storiche, culturali e religiose dell'isola. Già dai tempi dell'Antica Grecia in Sicilia si andava sviluppando uno stile ben preciso di abitudini culinarie che col passare dei secoli si è arricchito di nuovi sapori e di nuove pietanze, seguendo le vicissitudini storiche dell'isola mediterranea. Si tratta di una cultura gastronomica regionale che mostra tracce e contributi di tutte le culture che si sono stabilite in Sicilia negli ultimi due millenni, tramandata di generazione in generazione. Nel contesto generale si può affermare che la cucina siciliana sia motivo di riconoscimento e identità comune per i siciliani e, nell'epoca moderna, un motivo di attrazione turistica.


Il formaggio

è ottenuto dalla coagulazione acida o presamica (cagliata) del latte intero, parzialmente o totalmente scremato oppure della crema di latte, facendo anche uso di fermenti e sale da cucina. Per produrre il formaggio, il latte viene versato in una caldaia aperta, dove è riscaldato a 25-33 °C; poi si aggiunge il caglio, un composto enzimatico estratto dallo stomaco dei mammiferi lattanti. In alternativa al caglio, alcune produzioni prevedono la formazione della cagliata mediante precipitazione acida, conseguenza dell'attività metabolica di batteri lattici naturalmente presenti nel latte (se non pastorizzato) o aggiunti come starter. 


Il miele

è un alimento prodotto dalle api (ed in misura minore, da altri imenotteri). Viene prodotto a partire dal nettare e dalla melata. La melata, con un gusto molto dolce simile allo zucchero, è prodotta da vari omotteri,fitomizi, i cui escrementi zuccherini sono la base alimentare per numerosi insetti. La parola miele sembra derivare dall'ittita melit. Per millenni, ha rappresentato l'unico alimento zuccherino concentrato disponibile. 


Il vino


è una bevanda alcolica, ottenuta dalla fermentazione (totale o parziale) del frutto della vite, l'uva (sia essa pigiata o meno), o del mosto. I primi documenti riguardanti la coltivazione della vite risalgono al 1700 a.C., ma è solo con la civiltà egizia che si ha lo sviluppo delle coltivazioni e di conseguenza la produzione del vino. 


  • La Pasqua

    è un evento molto sentito in Sicilia.  La ricorrenza fin dai tempi antichi era molto attesa,si usciva gradualmente dall'austerità della quaresima alla gioia della Pasqua. Esistevano molte tradizioni nelle varie parti della Sicilia (oggi in parte dimenticate) che scandivano l'avvicinarsi della festa.

    Il seguente antico detto racchiude l'aspettativa che il popolo aveva per la pasqua:
    nesci tu, porco manciuni; trasi tu sarda salata; veni tu, donna disiata  ("Esci, porco ingordo, entra sardella salata; vieni tu, donna desiderata")
    il porcu manciuni rappresenta il carnevale;
    la sarda salata la quaresima;
    donna disiata la gioia della Pasqua

    A metà Quaresima le mamme siciliane si davano da fare per ogni loro bambino:

      • il Laureddu cosi chiamato a Siracusa, Lentini, S.Agata di Militello,  
      • il il Laurieddu a Noto
      • i Lauri a Canicattini e Palazzolo Acreide
      • i lavuri nel dialetto di Piazza Armerina

    Per la preparazione si usavano il frumento, l'orzo, la scagliola, i ceci, o le lenticchie. si mettevano a coltura in piatti fondi, o in recipienti a forma di croce o di stella, su cui era stato disposto (ma non sempre) un letto di cotone o di stoppa, per favorire la germogliazione. L’impiego di semi diversi, quasi sempre disposti a cerchi concentrici, gli davano un aspetto variopinto e multiforme. L’annaffiamento abbondante, ogni paio di giorni, e il buio ne aiutavano la crescita rapida senza verificarsi la fotosintesi clorofilliana. La mattina del giovedì santo, tolto dal buio, lo si guarniva. Un nastro smerlato di carta colorata, aiutava le fragili pianticelle a tenersi unite e dritte, delle briciole di stagnola che vi si spargevano brillavano come stelline.  A mezzogiorno, quando le campane si legavano in segno di lutto per la morte di Cristo, una miriade di bambini portava in chiesa i laureddi per abbellire i sepolcri. A Cammarata, in provincia di Agrigento, il venerdì santo ognuno andava a riprendersi il suo e lo buttava nei campi seminati a frumento, in segno di propiziazione per la prossima mietitura. 

    In tempo di Quaresima le donne erano anche impegnate nelle “pulizie di Pasqua” che avevano lo scopo di pulire la casa dalla sporcizia accumulatasi durante l’inverno e di scacciare i malanni e le forze malefiche che avevano tormentato la famiglia. Come se questo non bastasse, la mattina del sabato santo nei paesi della provincia di Siracusa, si lasciavano i letti disfatti e con i materassi ripiegati. Al primo tocco di campana che annunciava il Cristo risorto, le donne di casa, armate di bastone, percuotevano i materassi pronunciando ripetutamente lo scongiuro nesci riàulu ‘fuori diavolo’. 

    La processione del Venerdì Santo è il momento più emozionante della Pasqua, vissuta tra raccoglimento e festose celebrazioni. I riti della Settimana Santa sono l'insieme delle manifestazioni religiose organizzate nei diversi paesi e città della Sicilia ad opera delle diocesi delle varie parrocchie e soprattutto delle locali confraternite. Questi antichi riti, di grande richiamo turistico, vogliono rappresentare i momenti più significativi della Passione di Gesù Cristo, descritti nei Vangeli, dal suo arresto da parte dei romani alla Resurrezione e fanno parte, insieme alle normali funzioni religiose, delle celebrazioni della Settimana Santa.  Questi presentano in Sicilia una complessità di contenuti e di simbologie dovute ai numerosi influssi, soprattutto dovuti alla cultura spagnola, dominante tra il XVI ed il XVII secolo, ed ai temi teologici della religiosità controriformista. Le diverse manifestazioni si caratterizzano per la grande varietà che assumono nei vari centri dell'isola, diventando elemento caratterizzante della comunità, nonostante i mutamenti sociali e culturali della modernità.   

    La Settimana Santa nelle varie località 

    Agrigento e provincia


    ribera le tre statue
    • Aragona, I Sanpauluna, la Sagra del tagano  e i Riti della Settimana Santa.
    • Burgio, La Settimana Santa .
    • Casteltermini, Archi di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.
    • Favara, Sagra dell'agnello pasquale e i Riti della Settimana Santa.
    • Ribera, Le tre Statue e i Riti della Settimana Santa.
    • San Biagio Platani, Gli archi di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.

    Caltanissetta e provincia


    vare Caltanisetta
    • Butera, I Riti della Settimana Santa.
    • Caltanissetta, La real Maestranza e i riti della Settimana Santa.
    • Delia, Il riscatto di Adamo e i riti della Settimana Santa.
    • Mussomeli, La Settimana Santa.
    • Riesi, Settimana Santa riesina.
    • San Cataldo, Processo a Gesù, Sanpauluna e i riti della Settimana Santa.
    • Serradifalco, La Real Maestranza e i riti della Settimana Santa.
    • Sommatino, La Spartenza, la Scinnenza e i riti della Settimana Santa
    • Villalba, La scinnenza.

    Catania e provincia

    • Adrano: Domenica delle Palme: Via Crucis Vivente. Giovedì Santo: Solenne processione della seicentesca statua del Cristo alla Colonna che si conclude nelle prime ore del mattino del Venerdì Santo. Venerdì Santo: (mattina) processione della Madonna Addolorata. Venerdì Santo (sera) processione del simulacro del Cristo morto. Domenica di Pasqua: I Diavulazzi di Pasqua.
    • Biancavilla, I Riti della Settimana Santa. Giovedì santo: "I Cruciddi", visita ai tradizionali "Sepolcri" che custodiscono il SS. Sacramento. Venerdì santo: Dall'alba, la "Cerca" dell'Addolorata, una lunga processione di sette ore del simulacro cereo di Maria alla ricerca del Figlio lungo le vie della città, per le chiese cittadine e i luoghi del dolore. Dal crepuscolo, il corteo dei "Misteri": un'imponente processione di otto gruppi statuari rievocanti i momenti della Passione e morte di Cristo, accompagnati a spalla dalle rispettive antiche confraternite in abiti tradizionali e della Reliquia della Santa Croce. Sabato santo: "A cascata da tila" presso la chiesa dell'Annunziata, durante la Veglia pasquale. Domenica di Pasqua: A mezzogiorno, "'A Paci": l'incontro e il bacio tra i simulacri di Cristo risorto e Maria, alla presenza del simulacro danzante di Gabriele Arcangelo.
    • Caltagirone, I Riti della Settimana Santa e la processione di San Pietro.
    pasqua a caltagirone
    • Licodia Eubea, Cristo alla colonna e i Riti della Settimana Santa.
    • Palagonia, Cristo alla Colonna e i Riti della Settimana Santa.
    • Riposto, I riti della Settimana Santa e la rappresentazione della "Passione del Cristo"
    • San Gregorio di Catania, San Gregorio Magno.
    • Scordia, I Riti della Settimana Santa e l'omaggio a San Rocco.
    • Vizzini, A cugnunta e i Riti della Settimana Santa

    Enna e provincia

    • Aidone, Processione dei Santuna e I Riti della Settimana Santa.
    • Assoro, Il Crocifisso è portato in processione in vari punti ai margini dell'abitato dove avviene la benedizione delle campagne, facendo progressivamente ruotare il simulacro verso i quattro punti cardinali. Barrafranca, Giunta Pasquale, U Trunu e i Riti della Settimana Santa.
    • Catenanuova, I Riti della Settimana Santa.
    • Enna, Gli incappucciati e i Riti della Settimana Santa.enna gli incappucciati
    • Leonforte, I Riti della Settimana Santa.
    • Villarosa, Le confraternite e i Riti della Settimana Santa.

     Messina e provincia

    • Barcellona Pozzo di Gotto, Le Varette e i Riti della Settimana Santa.https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b7/Varette_2015_10.JPG/320px-Varette_2015_10.JPG
    • Castroreale, Le Varette e la Processione del «Cristo Lungo» il Venerdì Santo.
    • Forza d'Agrò, Festa dell'Alloro.
    • Messina, Processione delle Barette.
    • San Fratello, I Giudei e i Riti della Settimana Santa. La "Festa dei Giudei" è una manifestazione della settimana pasquale molto insolita, studiata da molti etnologi. Si caratterizza per la presenza dei "Giudei", gruppi di persone che scorrazzano per il borgo suonando trombe, indossando un'uniforme colorata e disturbando addirittura le manifestazioni religiose, senza però profferire parola. Impersonano più demoni allegri e chiassosi che i carnefici di Cristo e sul loro significato gli studiosi hanno fatto varie ipotesi. Sciascia vi ha visto una sorta di rovesciamento sociale in cui oppressi si fingono oppressori.
    • Sant'Angelo di Brolo, Suggestiva processione della Madonna Addolorata con fiaccolata e meditazione della Via Crucis per le vie del paese.
    • Savoca, La Passione di Cristo.
    • Sinagra, La corsa di San Leone.

    Palermo e provincia

    • Caccamo, U Signuruzzu a cavaddu
    • Collesano, 'A cerca e i Riti della Settimana Santa.
    • Corleone, Il Venerdì santo e i Riti della Settimana Santa.
    • Gangi, La domenica delle Palme.
    • Gratteri, 'A Sulità e i Riti della Settimana Santa.
    • Misilmeri, L'incontro di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.
    • Montelepre, Processione dei Misteri.
    • Palermo, I Riti della Settimana Santa.
    • Petralia Sottana, U 'Ncuontru e i Riti della Settimana Santa.il ballo dei diavoli prizzi
    • Prizzi, Il Ballo dei Diavoli e i Riti della Settimana Santa. Durante la processione di Pasqua, due "diavoli" e la "morte" cercano di ostacolare l'incontro tra la Madonna e Gesù risorto e sono scacciati dagli angeli.
    • Termini Imerese, Il Venerdì Santo.
    • Terrasini, Festa di li schietti
    • Piana degli Albanesi, Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Santa Cristina Gela, Palermo (alla Chiesa della Martorana), Pasqua Arbëreshe e i Riti della Grande e Santa Settimana secondo il rito bizantino degli albanesi di Sicilia.

    Ragusa e provincia

    • Comiso, A paci e i Riti della Settimana Santa.
    • Ispica, Processione del Cristo alla Colonna e i Riti della Settimana Santa.Vasa vasa Modica
    • Modica, La Madonna vasa – vasa e i Riti della Settimana Santa.
    • Ragusa, La Settimana Santa di Ragusa e Ragusa Ibla.
    • Scicli, La festa dell’Uomo vivo e i Riti della Settimana Santa.
    • Vittoria, Cristo alla colonna e i Riti della Settimana Santa.

    Siracusa e provincia

    • Augusta, I riti della Settimana Santa.
    • Canicattini Bagni, A paci a paci.
    • Cassaro, La fratellanza e i riti della Settimana Santa.
    • Ferla, La Sciaccariata e i riti della Settimana Santa.

    Trapani e provincia

    • Alcamo, Lu Risuscitu e la vara di Maria Addolorata.
    • Buseto Palizzolo, Riti della settimana Santa.https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bc/Processione_dei_Misteri.jpg
    • Castelvetrano, Festa dell'aurora.
    • Erice, La processione dei Misteri.
    • Marsala, La via Crucis vivente
    • Trapani, Processione dei Misteri e i Riti della Settimana Santa.
    fonte:wikipedia e Giuseppe Pitre

Storia dell’ Opera dei Pupi

L’ Opera dei Pupi è un particolare tipo di teatro delle marionette che si affermò stabilmente nell'Italia meridionale e soprattutto in Sicilia tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
I pupi siciliani si distinguono dalle altre marionette essenzialmente per la loro peculiare meccanica di manovra e per il repertorio, costituito quasi per intero da narrazioni cavalleresche derivate in gran parte da romanzi e poemi del ciclo carolingio.


Festa di Sant'Agata

ogni anno 3 al 5 febbraio Catania dedica a Sant’Agata, patrona della città, una grande festa. Un fercolo d'argento “a vara”, con un busto contenente le reliquie della Santa, viene instancabilmente seguito in processione da centinaia di cittadini “devoti”, vestiti con il tradizionale “sacco” ( tunica bianca stretta da un cordone, cuffia nera, fazzoletto e guanti bianchi ), aggrappati a due cordoni di oltre 100 metri. La vara è seguita da undici "cerei" o "cannalori", alte colonne di legno che rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri della città.  Su tutto il grido unanime della devozione Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti?

Il carretto siciliano

(in siciliano carrettu) è un mezzo a trazione equina adibito al trasporto merci, in uso in tutto il territorio siciliano dal XIX secolo fino alla seconda metà del XX secolo, quando divenne obsoleto a causa della crescente motorizzazione del lavoro nelle campagne.


Taormina

(Taummina in siciliano) è situato nella Città metropolitana di Messina, in Sicilia. È uno dei centri turistici internazionali di maggiore rilievo della regione siciliana, conosciuta per il suo paesaggio naturale, le bellezze marine e i suoi monumenti storici.taormina vista
È situata su una collina a 206 m di altezza sul livello del mare, sospesa tra rocce e mare, su un terrazzo del monte Tauro, in uno scenario di bellezze naturali, unico per varietà e contrasti, sulle pendici meridionali dei monti Peloritani della riviera ionica con l'Etna sullo sfondo.  Il clima è dolcemente mite. 


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