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Ciliegia dell’Etna

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Ciliegia dell’Etna Public Domain, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=258513

La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium). La pianta addomesticata è stata ottenuta da ripetute ibridazioni della specie botanica.


Il nome cerasa presente in diversi dialetti italiani, così come quello portoghese, francese, spagnolo, rumeno e inglese, deriva dal greco κέρασος (kérasos) e da qui al nome della città di Cerasunte (o meglio Giresun), nel Ponto (l'attuale Turchia) da cui, secondo Plinio il Vecchio, furono importati a Roma nel 72 a.C. da Lucio Licinio Lucullo i primi alberi di ciliegie.

2 cherries

In effetti il frutto può nascere da due diverse specie botaniche.

Da una parte il ciliegio dolce (cosiddetto Prunus avium), che produce le ciliegie che siamo abituati a consumare come frutta fresca.

Dall'altra il ciliegio visciolo (Prunus cerasus) che produce le amarene e le marasche, genericamente definite come ciliegie acide.

Si descrive comunque il ciliegio dolce. Il frutto, normalmente sferico, di 0,7-2 centimetri di diametro, può assumere anche la forma a cuore o di sfera leggermente allungata. Il colore, normalmente rosso, può spaziare, a seconda della varietà, dal giallo chiaro del graffione bianco piemontese al rosso quasi nero del durone nero di Vignola. Anche la polpa assume colorazione e consistenza diverse a seconda della varietà e passa dal bianco al rosso nerastro nel primo caso e dal tenero al croccante nel secondo caso. Il gusto è dolce, mai stucchevole, con punte di acidulo. Il frutto matura nel periodo primaverile-estivo e contiene un solo seme duro, color legno.

Composizione chimica

  • Vitamina C
  • Proteine: 0,7-1%
  • Zuccheri: 11-22,5%
  • Acqua: 77-87%
  • Grassi: 0,1%
  • Vitamina A
  • Potassio e Fosforo

Le antocianine (contenute in elevate quantità nelle ciliegie) inibiscono la ciclo ossigenasi, gli enzimi che rispondono a processi infiammatori segnalando la sensazione di dolore; il risultato è simile a quello dell'aspirina e dell'ibuprofene senza però effetti collaterali. Le antocianine hanno inoltre un'azione antiossidante e sono efficaci nell'inibire il cancro al colon.

Infine le ciliegie si sono rivelate utili nel trattamento della gotta. Il nocciolo contiene acido cianidrico.

fonte wikipedia


La Denominazione d’Origine Protetta “Ciliegia dell’Etna” è riservata ai frutti di ciliegio che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal Reg. (CE) 510/2006. La DOP “ Ciliegia dell’Etna” è attribuita ai frutti del ciliegio dolce “Prunus avium L.”  fa riferimento all’ecotipo Mastrantonio/i nota anche Donnantonio/i.

La ciliegia dell'Etna si caratterizza per i frutti croccanti, dolci ma non stucchevoli, caratterizzati, soprattutto, da una bassa acidità. L'elevato tenore zuccherino associato alla bassa acidità dei frutti conferisce un sapore molto gradevole ed equilibrato, distintivo della Mastrantonio/i allevata sul massiccio etneo.

ciliegia zona etnahttp://www.freshplaza.it/images/2010/0512/EtnaDOP800.JPG


La zona di produzione della D.O.P. “Ciliegia dell’Etna” comprende, in provincia di Catania, il territorio amministrativo dei Comuni di: Giarre, Riposto, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Randazzo, Milo, Zafferana Etnea, S. Venerina, Sant’Alfio, Trecastagni, Pedara, Viagrande, Nicolosi, Ragalna, Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia, Belpasso, Aci S. Antonio, Acireale.
La zona delimitata è caratterizzata da suoli che evolvono su substrati di origine vulcanica: nella fascia montana si hanno suoli che presentano profilo poco profondo, elevata rocciosità superficiale, tessitura sabbiosa e ricca di scheletro, mentre dalla fascia collinare e litoranea sono presenti profili più evoluti, profondi, con tessitura franco-sabbiosa, suscettibili di irrigazione. La distribuzione del territorio fino ad altitudini di 1600 metri s.l.m. conferisce alla “Ciliegia dell’Etna” parametri esclusivi in termini di tempi di maturazione. In effetti, questi ultimi coprono un ventaglio molto ampio che per l’ecotipo Mastrantonio/i va dall’ inizio di giugno fino alla terza decade di luglio.

 La coltivazione della “Ciliegia dell’Etna” affonda antiche radici nel territorio etneo e  l’esperienza degli agricoltori del luogo, acquisita di generazione in generazione, con continua ricerca e messa in atto di specifiche tecniche colturali, ha determinato le condizioni affinché la coltivazione della “Ciliegia dell’Etna” si consolidasse con successo nel tempo, fino a costituire un patrimonio storico-tradizionale e culturale del territorio.

Fonte:DISCIPLINARE DI PRODUZIONE “CILIEGIA DELL’ETNA” DOP
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