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Polifemo

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villa del casale vestibolo di polifemo villa del casale vestibolo di polifemo https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Villa_Del_Casale_Vestibolo_Di_Polifemo_room_44.jpg

Riguardo Polifemo vi sono due miti, l'uno descritto da Omero, per cui Polifemo è un semi umano gigantesco con un solo grande occhio al centro della fronte, che alleva pecore e si nutre di formaggio e, occasionalmente, di uomini.


Giulio Romano - Polyphemus - WGA09572

E' la vicenda raccontata da Omero nell'Odissea.

L'altro mito è descritto nelle "Metamorfosi di Ovidio legato ad Aci e Galatea". Il primo è un pastore siciliano, la seconda una Nereide. Lei ama lui ed è contraccambiata. Ma si inserisce nella storia il ciclope Polifemo, che ama anch'esso la ninfa. Così l''intralciatore" uccide con un grande masso Aci.

Polifemo e Ulisse 

Polifemo Jean-Leon Gerome
Polifemo Jean-Leon Gerome (wikimedia)

Omero ci narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, sbarcò nella Terra dei Ciclopi. Spinto dalla curiosità, Ulisse raggiunse la grotta del più terribile di tutti, Polifemo, dove lui e i suoi compagni vennero catturati dal gigante. Vennero, inoltre, mangiati e divorati sei uomini dei dodici scelti da Ulisse per esplorare l'isola. Intrappolati nella caverna del Ciclope, il cui ingresso era bloccato da un masso enorme, Ulisse escogitò un piano per sfuggire alla prigionia di Polifemo. Come prima mossa, egli offrì del vino dolcissimo e molto forte al Ciclope, per farlo cadere in un sonno profondo. Polifemo gradì così tanto il vino che promise a Ulisse un dono, chiedendogli però il suo nome. Ulisse, astutamente, gli rispose allora di chiamarsi "Nessuno"; "E io mangerò per ultimo Nessuno", fu il dono del ciclope. Dopodiché Polifemo si addormentò profondamente, stordito dal vino. Qui Ulisse mise in atto la seconda parte del suo piano. Egli infatti, insieme ai suoi compagni, aveva preparato un bastone di notevoli dimensioni ricavato da un ulivo che una volta arroventato fu piantato nell'occhio del Ciclope dormiente dai Greci. Polifemo urlò così forte da destare dal sonno i ciclopi suoi fratelli. Essi corsero allora alla porta della sua grotta mentre Ulisse e i suoi compagni si nascondevano vicino al gregge del ciclope Polifemo. I ciclopi chiesero a Polifemo perché avesse urlato così forte e perché stesse invocando aiuto, ed egli rispose loro che "Nessuno" stava cercando di ucciderlo. I ciclopi pensandolo ubriaco lo lasciarono allora nel suo dolore. La mattina dopo, mentre Polifemo faceva uscire il suo gregge per liberarlo, giacché lui non sarebbe stato più in grado di guidarlo, Ulisse e i suoi soldati scapparono grazie a un altro abile stratagemma, che faceva parte della terza parte del suo piano. Annibale Carracci - The Cyclops Polyphemus - WGA04461Ognuno di loro si aggrappò infatti al vello del ventre di una pecora per sfuggire al tocco di Polifemo, poiché il Ciclope si era posto davanti alla porta della caverna, tastando ogni pecora in uscita per impedire ai Greci di fuggire. Ulisse, ultimo ad uscire dalla grotta, lo fece aggrappato all'ariete più grande, la preferita del Ciclope. Accortosi della fuga dei Greci, Polifemo si spinse su un promontorio, dove, alla cieca, iniziò a gettare rocce contro il mare, nel tentativo di affondare la nave. Qui Ulisse commise un errore. All'ennesimo tiro a vuoto del Gigante, Ulisse, ridendo, ebbe a gridare: «Se qualcuno ti chiederà chi ti ha accecato, rispondi che non fu Oudeis ("Nessuno"), ma Ulisse d'Itaca!», rivelando così il suo vero nome. Polifemo, venuto allora a conoscenza dell'identità del Greco, ebbe a maledirlo, invocando il padre suo Poseidone e pregandolo di non farlo mai ritornare in patria. wikipedia

 

Aci e Galatea 

aci e galatea  - guillemot
aci e galatea - guillemo (wikipedia)
Raffael 012

Secondo la mitologia Acireale prende il nome dal pastorello Aci, figlio del dio Pan, protettore dei monti e dei boschi. La leggenda narra del grande amore che univa Aci a Galatea, bellissima ninfa del mare dalla pelle color del latte molto cara agli dei. Ma  l’amore tra i due giovani  accese la gelosia del mostruoso gigante Polifemo, il quale dopo il rifiuto di Galatea scagliò sul corpo di Aci un gigantesco masso che lo schiacciò. Appena la notizia giunse a Galatea questa accorse dove era il corpo di Aci. Alla vista del suo amore gli si gettò addosso piangendo tutte le lacrime che aveva in corpo. Il pianto senza fine di Galatea destò la compassione degli dei che vollero attenuare il suo tormento trasformando Aci in un bellissimo fiume che scende dall’Etna e sfocia nel tratto di spiaggia dove solevano incontrarsi i due amanti. Dal sangue del pastore nacque dunque un fiume chiamato Akis dai greci, oggi  in buona parte sotterraneo ma che riaffiora come sorgente nei pressi di Santa Maria la Scala (Borgo marinaro, frazione di Acireale) sfociando in una sorgente chiamata “u sangu di Jaci” ( il sangue di Aci).http://www.nivarata.it/acireale/la-leggenda-di-aci-e-galatea/

 

 


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