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La lingua siciliana

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Dialetti Meridionali Dialetti Meridionali By Wento (Own work) [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

il siciliano

non è una lingua derivata dall'italiano, ma - al pari di questo - direttamente dal latino volgare, e costituì la prima lingua letteraria italiana, già nella prima metà del XIII secolo. Anche l'UNESCO riconosce al siciliano lo status di lingua madre, motivo per cui la maggior parte dei siciliani è descritta come bilingue, e lo classifica tra le lingue europee "vulnerabili". Pur non essendo regolato ufficialmente da nessuna istituzione, il siciliano è materia di ricerca del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, con sede a Palermo, che si propone di promuovere gli studi sull'idioma isolano antico e moderno.


La lingua Siciliana
nelle sue varietà è correntemente parlata da circa 5 milioni di persone in Sicilia, oltre che da un numero imprecisato di persone emigrate o discendenti da emigrati delle aree geografiche dove il siciliano è madrelingua, in particolare quelle trasferitesi nel corso dei secoli passati negli USA (dove addirittura si è formato il Siculish), in Canada, in Australia, in Argentina, in Belgio, in Germania e nella Francia meridionale.  La ricchezza di influenze della lingua siciliana (greco, latino, arabo, francese, provenzale, tedesco, catalano, castigliano e italiano) deriva dalla posizione geografica dell'isola, centrale nel Mar Mediterraneo, visitata durante i millenni da molte delle popolazioni dai cui idiomi ha ereditato il vocabolario e le forme grammaticali. 

Esistono ancora oggi varianti metafonetiche della lingua siciliana che sono considerati come dialetti propri in base alle zone di appartenenza territoriali:

  • Occidentale (tra le province regionali di Palermo e Trapani si contano 1 milione e 600 000 circa di parlanti. Comprende anche il dialetto palermitano)
  • Centro-Occidentale o agrigentino (nella provincia regionale di Agrigento 450 000 circa)
  • Metafonetica centrale (tra le province regionali di Enna e Caltanissetta, incluso Gela, nella zona orientale della Provincia di Palermo e nei comuni "gallo-siculi", 400 000 circa)
  • Metafonetica sudorientale (provincia regionale di Ragusa, zone meridionali delle province regionali di Siracusa e Catania, 350 000 circa)
  • Non metafonetica orientale (tra le province regionali di Siracusa e Catania 1 milione e 450 000 circa)
  • Messinese (nella provincia regionale di Messina, inclusi i comuni "gallo-siculi", 650 000 circa)
  • Reggino (nella provincia di Reggio Calabria, specialmente nella fascia costiera, che include la stessa Reggio, comprendente l'area che va da Scilla a Bova Marina, caratterizzata dall'assenza delle consonanti dure tipiche del resto della Calabria. Esso è l'unico dialetto del siciliano proprio parlato al di fuori dell'isola)
  • Pantesco (isola di Pantelleria) influenzato dall'arabo
  • Eoliano (Eolie)

Alloglossie interne

Lingua
Provincia
Numero di comuni
Mappa
Lingua gallo-italica
Messina Messina Enna Enna
Catania Catania, Siracusa Siracusa)
5 (San Fratello, Sperlinga, Nicosia, Aidone, Piazza Armerina) + 9 (Acquedolci, San Piero Patti, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Fondachelli-Fantina,Randazzo, Ferla, Buccheri, Cassaro) 
Siciliano gallo italico.svg
Lingua arbëreshë
Palermo Palermo
5  (Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela)
Siculo-albanesi.svg
Lingua greca
Messina Messina
1 (Messina)
Greco-siculi.svg

 

Il Gallo-italico di Sicilia

è un dialetto altoitaliano che si diffuse in Sicilia nel periodo normanno, parlato in alcuni centri della Sicilia orientale, per un totale di almeno ventiquattro località, quattordici delle quali sarebbero, secondo il linguista Salvatore Trovato, quelle dove si parla ancora oggi un dialetto schiettamente gallo-italico. Dopo la conquista normanna dell'isola, Ruggero I iniziò un processo di latinizzazione incoraggiando una politica d'immigrazione della propria gente, francese (normanni, provenzali e bretoni) e dell'Italia nordoccidentale, con la concessione di terre e privilegi. L'obiettivo dei nuovi sovrani normanni fu quello di rafforzare il "ceppo franco-latino" che in Sicilia era minoranza rispetto ai più numerosi greci, ebrei e arabo-saraceni. Grazie al matrimomio dello stesso sovrano normanno Ruggero con l'aleramica Adelaide del Vasto, a partire dalla fine dell'XI secolo vennero ripopolate le zone centrali e orientali dell'isola, il Val Demone, a forte presenza greco-bizantina, e il Val di Noto, con coloni e soldati provenienti dalla Marca Aleramica nel nord Italia detti lombardi, un'area dominata dalla famiglia di Adelaide, comprendente tutto il Monferrato storico in Piemonte, parte dell'entroterra ligure di ponente, e piccole porzioni delle zone occidentali di Lombardia ed Emilia. Il processo di ripopolamento della Sicilia con coloni dell'Italia settentrionale durò fino a tutto il XIII secolo. Questa minoranza linguistica è composta da dialetti alloglotti in cui dominano caratteristiche, soprattutto fonetiche, di tipo settentrionale, appartenenti cioè alle parlate della grande famiglia dei galloitalici, il cui substrato è costituito dalle lingue celtiche e diffuse in gran parte dell'Italia Settentrionale, storicamente appartenente alla macro-regione a sud delle Alpi che i Romani chiamarono Gallia Cisalpina. Le isole linguistiche hanno cominciato ad essere erose nel Novecento. I quattordici centri con parlata galloitalica sono: Nicosia, Sperlinga, Piazza Armerina, e Aidone in provincia di Enna; San Fratello, Acquedolci, San Piero Patti, Novara di Sicilia, Fondachelli-Fantina, Montalbano Elicona in provincia di Messina, Randazzo in provincia di Catania, Ferla, Buccheri e Cassaro in provincia di Siracusa.

Lingua arbëreshë in Sicilia

è un'altra importante minoranza linguistica, detta anche greco-albanese o albanese d'Italia. La lingua di questa comunità, all'interno della provincia di Palermo, nei comuni di Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela e Contessa Entellina, è un'antica parlata strettamente imparentata all'albanese, in modo particolare a quello parlato nel sud dell'Albania, ed è riconosciuta dalla legge nazionale n.482 del 15 dicembre 1999 per la tutela delle minoranze etno-linguistiche. Il centro di questa enclave è costituito dalla cittadina di Piana degli Albanesi, in cui tutte le tradizioni si sono mantenute vive nel tempo.  La lingua arbëreshë viene tuttora mantenuta viva da tutta la comunità, grazie a un forte e radicato senso dell'identità, e viene regolata da istituzioni religiose e culturali che contribuiscono alla salvaguardia e alla valorizzazione del prezioso patrimonio.

Lingua greca in Sicilia

La minoranza greca in Sicilia è oggi costituita dai greci di Messina, o greco-siculi, minoranza linguistica radicata nel territorio di Messina. Nel 2012 Messina è stata riconosciuta come "comune di minoranza greca", nel cui territorio applicare le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche previste dalla legge n. 482 del 15/12/1999.
Fonte:Wikipedia
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