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Ruggero I di Sicilia

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Ruggero I di Sicilia Battaglia di Cerami  1063 Ruggero I di Sicilia Battaglia di Cerami 1063 Prosper Lafaye [Public domain], via Wikimedia Commons

Ruggero I° di Sicilia (Jarl Rogeirr) nacque in Normandia a Hauteville-la-Guichard nel 1031 (circa). Figlio di Tancredi d'Altavilla e fratello di Roberto il Guiscardo della dinastia degli Altavilla, Conte di Calabria, fu il conquistatore e il primo Gran Conte di Sicilia.


Ruggero fu inizialmente vassallo del fratello Roberto, duca di Puglia e di Calabria, come conte di Calabria, e stabilì la propria corte a Mileto, in Calabria.RobertGuiscardAndRoger I due furono insieme nella conquista dei territori di Puglia e Calabria non ancora sottomessi. I fratelli Roberto e Ruggero si lanciarono alla conquista di Reggio, caduta dopo un lungo e difficoltoso assedio, al quale seguì la presa di Scilla, una cittadella fortificata in cui avevano trovato rifugio le guarnigioni reggine. A questo punto la strada verso la Sicilia era ormai spianata. Dalle roccaforti della Calabria, infatti i due pianificarono la conquista della Sicilia, allora in mano ai musulmani. Roberto e Ruggero trovarono il pretesto per l'invasione nella richiesta d'aiuto da parte dell'emiro di Catania Ibn al-Thumna allora in lotta con suo cognato Ibn al-Ḥawwās emiro di Girgenti. Così, nel febbraio del 1061, Ruggero sbarcò a Messina e da lì i Normanni avanzarono quasi indisturbati sino a Castrogiovanni (oggi Enna) e Girgenti (oggi Agrigento), riuscendo ad occupare stabilmente la parte orientale dell'isola che maggiormente era rimasta legata alla cristianità. Una discordia tra Ruggero e Roberto costrinse il primo a condursi in Puglia e ad abbandonare la Sicilia, ma dovette presto ritornare per difendere gli abitanti di Troina minacciati dai saraceni. Ruggero giunse insieme alla Contessa di Troina, ben accolto dai cittadini, in gran parte greci. Ma mentre era impegnato nell'assedio di Nicosia, quei Greci, sperando in un'agevole vittoria, provarono a sopraffare i pochi Normanni rimasti con la contessa. Il conte ritornò e trovò i ribelli ben fortificati nella parte di città di cui erano padroni: anzi, Ruggero si trovò assediato da ogni parte, poiché ai Greci si erano congiunti i Saraceni. Ma i cronisti narrano che i Saraceni, per resistere al freddo, facevano abuso di vino: così intirizziti ed ubriachi, furono sorpresi dal conte Ruggero, che di notte li assaltò ed occupò il campo nemico. 

 Nel 1063 Ruggero riportò un'altra celebre vittoria sopra i Musulmani nelle vicinanze di Cerami. Il racconto fattone da Goffredo Malaterra sembra veramente esagerato; poiché egli afferma che Serlone, nipote del conte, con trentasei guerrieri fugò ben trentamila Saraceni, ai quali poi Ruggero, che con altri cento suoi sopraggiunse, diede tale rotta, che ne uccise quindicimila. Forse i Normanni furono debitori di tanta vittoria a quelle schiere di cristiani che desideravano la vittoria dei normanni sugli arabi. Si disse, a battaglia finita, che San Michele Arcangelo, risplendente di luce, aveva galoppato innanzi ai cristiani per guidarli alla vittoria (ancora oggi si tramanda la tradizione con opulenti festeggiamenti, penultimo sabato di maggio, nella cittadina di Cerami).

Con l'aiuto di Roberto, messi insieme cinquecento cavalieri, Ruggero si recò ad assediare Palermo; ma, passati invano tre mesi, fu costretto a levare il campo. Ciononostante il suo dominio andava crescendo: giunto a Misilmeri con buon numero di guerrieri, vinse l'esercito saraceno, assai più numeroso del suo.  

RogerReceivingTheKeysOfPalermo

Ma quando finalmente nell'anno 1070 coi soccorsi di Ruggero la città di Bari, ultimo baluardo dell'autorità bizantina in Italia, venne in potere del duca Roberto, allora le forze unite dei due fratelli si volsero alla conquista delle principali città di Sicilia. Roberto nominò così nel 1071 Ruggerò Gran Conte di Sicilia e tenne per sé Messina e il Val Demone. Quell'anno i due principi normanni assediarono Palermo: il conte si pose a campo dalla parte di occidente, il duca da quella di oriente dove sorgeva la città nuova: la loro armata teneva chiuso l'ingresso al porto, ma i saraceni resistettero cinque mesi. Poi, con uno stratagemma, il Guiscardo riuscì ad aprire una delle porte al fratello, ed i saraceni, dopo aver tutto il giorno valorosamente combattuto, la sera furono costretti a ritirarsi nella città vecchia, ed il giorno seguente si arresero. I due fratelli occuparono Palermo il 10 gennaio 1072. Ruggero quindi si dedicò alla definitiva conquista dell'isola: espugnò Taormina con molti castelli di Val Demone, Castronovo, Jato, Cinisi e Trapani.

Mancavano solo Siracusa, Girgenti, Castrogiovanni, Butera e Noto. Alla morte del duca Roberto (1085), Ruggero passò in Puglia a ricomporre le contese nate tra i figli del Guiscardo, Ruggero e Boemondo; ne ebbe in ricompensa quella metà di Calabria che Roberto aveva mantenuto in suo possesso. Tornato in Sicilia dovette domare la potenza di Benavert, signore di Siracusa e di Noto. Sul finire del maggio 1086 Ruggero e Giordano, suo figlio, si avvicinarono con l'esercito a Siracusa. Nel silenzio della notte si spinsero contro la flotta saracena. Ruggero dimostrò audacia e valore saltando nella galera di Benavert, il quale, preso dallo spavento, volle saltare nella vicina nave; ma, impedito dalla pesante armatura e dalla ferita, cadde in mare e vi affogò. La morte del capo sparse lo scompiglio fra i Saraceni, che fuggirono spaventati. L'assedio di Siracusa durò sino al mese di ottobre: poi, i Saraceni, costretti dalla fame, si arresero. Alla caduta di Siracusa venne dietro nel seguente anno 1087 quella di Girgenti, di cui era signore Kamut, che aveva pure sotto il suo comando Castrogiovanni. Poi Butera fu assediata da Ruggero nell'aprile del 1089, quando gli venne annunziato l'arrivo in Troina del pontefice Urbano II. Affidato ai suoi l'assedio, il conte corse a Troina. Ruggero usò verso il sommo pontefice i segni del più profondo rispetto; lo ricolmò di preziosi doni; poi tornò all'assedio di Butera, che gli si arrese (1090). Recatosi in Mileto per celebrarvi le nozze con Adelaide di Monferrato, ricevette alcuni ambasciatori saraceni di Noto che gli chiedevano la pace. Così dopo trent'anni Ruggero poté dirsi padrone di tutta quanta l'isola (1091).

Sarcofago romano del III sec, riciclato per Ruggero I d'Altavilla, da ss. trinità di Mileto (Calabria), 264739, 01

Ruggero volle poi anche dedicarsi alla conquista dell'isola di Malta, da dove i Saraceni avrebbero potuto con le loro incursioni preoccupare i Normanni. Ruggero partì nel luglio 1091. Giunto, immediatamente ingaggiò battaglia e cinse d'assedio la città. I Saraceni e il loro capo, chiesero la pace e l'ottennero a condizione di mettere in libertà tutti gli schiavi cristiani; di pagare una grossa somma di denaro e in avvenire un tributo annuo; di far giuramento che avrebbero aiutato il conte quando e come lo avesse richiesto. Dopo la spedizione di Malta, il conte fu invitato dal duca di Puglia suo nipote a prestargli soccorso per sottomettere gli abitanti di Cosenza, che si erano ribellati. Ruggero domò l'insurrezione e il duca diede ai cosentini il perdono della ribellione, allo zio per gratitudine la metà della città di Palermo che il guiscardo aveva tenuto per sé. Il conte Ruggero all'età di settant'anni, nel luglio del 1101 giunse al termine della sua vita quando era a Mileto. Venne sepolto nell'abbazia della SS. Trinità di Mileto, da lui eretta sin dalle fondamenta e magnificamente dotata. 

 Wikipedia La leggenda del Pozzo di Ruggero di Santa Maria la Strada - Giarre.

Nel 1081 passa per queste contrade il Gran Conte Ruggero il quale temendo un agguato da parte dei saraceni

invocò l'aiuto della Madonna, facendo voto di erigere un Santuario in Suo onore se fosse sopravvissuto.

Una leggenda ci racconta che nell'imminenza della battaglia si udì uno squillare di trombe e un folto gruppo di cavalieri,

coperti da candidi mantelli, si diresse contro i mori, che intimoriti da tanta forza, si ritirarono senza combattere.

Il Condottiero per ringraziamento fece costruire un Santuario dedicandolo alla Madonna della Strada,

che tradizione o no, tuttora resta un luogo venerato. Accanto vi fece scavare un pozzo da sempre conosciuto come Pozzo di Ruggero.

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