Conoscere il nostro territorio ci aiuta a migliorarlo
Menu

Visualizza articoli per tag: folklore siciliano

La Sagra del Mandorlo in Fiore

è una festa popolare della città di Agrigento che, come vuole la tradizione, si ripete ogni anno all'inizio del mese di febbraio ed aveva una durata di una settimana. Adesso la manifestazione ha incorporato altri eventi e prosegue fino a metà marzo.

sagra del mandorlo in fiore
By Giuseppe Spoto

L'obiettivo è quello di festeggiare l'anticipo della primavera con il rifiorire dei mandorli e di gioire per il ritorno della vita. Numerosi gruppi folkloristici arrivano ad Agrigento da ogni parte del mondo per prenderne parte. Infatti, nel corso degli anni, la festa ha accresciuto il proprio significato culturale mandando messaggi di pace a tutte le popolazioni.

Storia

Il mito, scritto da Omero, racconta della fioritura del mandorlo. Essa sarebbe collegata alla storia d'amore di Acamante e Fillide. Il primo andò a combattere la guerra di Troia al fianco degli Achei. Durante i dieci anni di guerra, Fillide non smise di aspettare il proprio amato ma, una volta conquistata la città di Troia e terminata la guerra, i greci cominciarono a tornare a casa. Tra i superstiti che fecero ritorno non ci fu Acamante e Fillide cominciò a pensare che fosse morto in guerra. Dunque, non vedendolo più tornare, la principessa morì disperata perché rimasta senza il suo amato. La dea Atena, toccata dalla morte di Fillide, decise di farla diventare un albero di mandorlo. Acamante, però, tardò a ritornare per un blocco alla nave e, quando venne a sapere della morte della sua amata e del fatto che era un mandorlo, andò verso l'albero e l'abbracciò. Così, il mandorlo fiorì, come se volesse stringerlo a sé.

 evento sagra del mandorlo La Sagra compare per la prima volta nel 1934 nella piccola città di Naro, situata ad una ventina di chilometri di distanza da Agrigento. Essa è stata la realizzazione di un sogno del conte dott. Alfonso Gaetani, il quale l'ha desiderata ardentemente per far conoscere alla gente i prodotti tipici siciliani. Tutto questo ha luogo in un periodo dell'anno in cui il clima è mite, anche se non è ancora primavera, e il paesaggio è quello primaverile caratterizzato dai mandorli che mostrano a tutti il loro splendido frutto. Nel 1937, la festa non viene più celebrata a Naro ma diventa solo agrigentina. Gli abitanti della sua nuova casa le danno il nome che diventa riconosciuto e che attualmente ha, cioè Sagra del mandorlo in fiore. Nel 1941 ha un'interruzione, dovuta al fatto che si sta combattendo la seconda guerra mondiale. La sagra riprende nel 1948 e a partire da adesso viene tenuta ogni anno con una certa regolarità e con delle forme caratterizzate da un numero di eventi che aumenta con il passare del tempo. Dal 1954 la festa vede anche lo svolgersi del Festival Internazionale del Folklore, spettacolo che spinge vari gruppi folkloristici del posto e dell'intera Europa a viaggiare per prenderne parte.

sagra del mandorlo in fiore
by Giuseppe Spoto

Dal 1966 questi gruppi non sono solo locali ed europei, ma arrivano anche da altre parti del mondo. Dal 1956, dopo essere stata eseguita per la prima volta, la tradizionale accensione del tripode dell'amicizia viene ripetuta ogni anno. Inoltre, nel 1966, la sagra viene improvvisamente interrotta perché colpita dal drammatico avvenimento della frana di Agrigento.

Wikipedia

 

La 71° sagra del mandorlo in fiore 

si è svolta nel 2016 dall'12 febbraio al 13 marzo. Il gruppo del Brasile rappresentato dal gruppo “Aldeia dos Anjos”, ha vinto il 61° Festival Internazionale del Folklore, aggiudicandosi il Tempio d’Oro. ll Festival Internazionale del Folclore, giunto all’edizione numero 61, si è tenuto ad Agrigento dall’8 al 13 marzo. Preceduto da quattro weekend ricchi di appuntamenti ed iniziative della Sagra del Mandorlo in Fiore. La prossima edizione è un'ottima occasione per visitare un territorio incantevole e ricco di storia!

Ecco l'elenco degli altri premi :

 

Terzo premio per i migliori costumi
Thailandia –“Satit Silpakorn University Folk Dance Group”

Secondo premio per i migliori costumi
Polonia – “Folk Dance Ensemble Leszczyniacy”

Premio miglior sfilata
Colombia – “Fundacion Artistica y Cultural Akaidaná”

Terzo premio per la migliore musica
Serbia – Folklore Ensemble SUMADIJA

Secondo premio per la migliore musica
Romania –“Banatul Professional Ensemble”

Premio per la migliore musica
Slovacchia – “Sl’uk – Slovak State Traditional Dance Company” posto musica
a cui va anche il Premio speciale Gigi Casesa e si aggiudica anche la fascia di Miss primavera.

Terzo premio per la danza
Messico –  Escuela del “Ballet Folklórico de México de Amalia Hernández”

Secondo premio per la danza
Grecia – “Elkelam Dance Ensemble”
a cui va anche il Premio Ugo Re Capriata, asseganto da Assostampa ed il Premio Concordia, consegnato dal Prefetto di Agrigento Nicola Diomede.

Primo premio per la danza
Turchia –“Ankara TUANA Turkish Folk Dance & Art Ensemble”



Pubblicato in Folklore

Il Festino di Santa Rosalia

(u fistinu in siciliano) si svolge nel mese di Luglio a Palermo e quest'anno celebra la sua 302° edizione. È una delle celebrazioni religiose siciliane ad essere ufficialmente riconosciuta come patrimonio immateriale Italiano. 


Pubblicato in Folklore

Il carnevale di Acireale,

considerato "il più bello di Sicilia", è una delle manifestazioni più autentiche e coinvolgenti del folklore isolano. Per tutto il periodo dei festeggiamenti carri allegorici, gruppi in maschera, bande e carri infiorati sfilano lungo un percorso articolato per le vie del centro. 
Una componente di spicco del Carnevale è la partecipazione attiva della folla che lo anima; non a caso, le prime documentazioni risalenti al 1500 lo descrivono come una festa nata dalla libera manifestazione popolare.


Pubblicato in Paesi Etnei
  • La Pasqua

    è un evento molto sentito in Sicilia.  La ricorrenza fin dai tempi antichi era molto attesa,si usciva gradualmente dall'austerità della quaresima alla gioia della Pasqua. Esistevano molte tradizioni nelle varie parti della Sicilia (oggi in parte dimenticate) che scandivano l'avvicinarsi della festa.

    Il seguente antico detto racchiude l'aspettativa che il popolo aveva per la pasqua:
    nesci tu, porco manciuni; trasi tu sarda salata; veni tu, donna disiata  ("Esci, porco ingordo, entra sardella salata; vieni tu, donna desiderata")
    il porcu manciuni rappresenta il carnevale;
    la sarda salata la quaresima;
    donna disiata la gioia della Pasqua

    A metà Quaresima le mamme siciliane si davano da fare per ogni loro bambino:

      • il Laureddu cosi chiamato a Siracusa, Lentini, S.Agata di Militello,  
      • il il Laurieddu a Noto
      • i Lauri a Canicattini e Palazzolo Acreide
      • i lavuri nel dialetto di Piazza Armerina

    Per la preparazione si usavano il frumento, l'orzo, la scagliola, i ceci, o le lenticchie. si mettevano a coltura in piatti fondi, o in recipienti a forma di croce o di stella, su cui era stato disposto (ma non sempre) un letto di cotone o di stoppa, per favorire la germogliazione. L’impiego di semi diversi, quasi sempre disposti a cerchi concentrici, gli davano un aspetto variopinto e multiforme. L’annaffiamento abbondante, ogni paio di giorni, e il buio ne aiutavano la crescita rapida senza verificarsi la fotosintesi clorofilliana. La mattina del giovedì santo, tolto dal buio, lo si guarniva. Un nastro smerlato di carta colorata, aiutava le fragili pianticelle a tenersi unite e dritte, delle briciole di stagnola che vi si spargevano brillavano come stelline.  A mezzogiorno, quando le campane si legavano in segno di lutto per la morte di Cristo, una miriade di bambini portava in chiesa i laureddi per abbellire i sepolcri. A Cammarata, in provincia di Agrigento, il venerdì santo ognuno andava a riprendersi il suo e lo buttava nei campi seminati a frumento, in segno di propiziazione per la prossima mietitura. 

    In tempo di Quaresima le donne erano anche impegnate nelle “pulizie di Pasqua” che avevano lo scopo di pulire la casa dalla sporcizia accumulatasi durante l’inverno e di scacciare i malanni e le forze malefiche che avevano tormentato la famiglia. Come se questo non bastasse, la mattina del sabato santo nei paesi della provincia di Siracusa, si lasciavano i letti disfatti e con i materassi ripiegati. Al primo tocco di campana che annunciava il Cristo risorto, le donne di casa, armate di bastone, percuotevano i materassi pronunciando ripetutamente lo scongiuro nesci riàulu ‘fuori diavolo’. 

    La processione del Venerdì Santo è il momento più emozionante della Pasqua, vissuta tra raccoglimento e festose celebrazioni. I riti della Settimana Santa sono l'insieme delle manifestazioni religiose organizzate nei diversi paesi e città della Sicilia ad opera delle diocesi delle varie parrocchie e soprattutto delle locali confraternite. Questi antichi riti, di grande richiamo turistico, vogliono rappresentare i momenti più significativi della Passione di Gesù Cristo, descritti nei Vangeli, dal suo arresto da parte dei romani alla Resurrezione e fanno parte, insieme alle normali funzioni religiose, delle celebrazioni della Settimana Santa.  Questi presentano in Sicilia una complessità di contenuti e di simbologie dovute ai numerosi influssi, soprattutto dovuti alla cultura spagnola, dominante tra il XVI ed il XVII secolo, ed ai temi teologici della religiosità controriformista. Le diverse manifestazioni si caratterizzano per la grande varietà che assumono nei vari centri dell'isola, diventando elemento caratterizzante della comunità, nonostante i mutamenti sociali e culturali della modernità.   

    La Settimana Santa nelle varie località 

    Agrigento e provincia


    ribera le tre statue
    • Aragona, I Sanpauluna, la Sagra del tagano  e i Riti della Settimana Santa.
    • Burgio, La Settimana Santa .
    • Casteltermini, Archi di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.
    • Favara, Sagra dell'agnello pasquale e i Riti della Settimana Santa.
    • Ribera, Le tre Statue e i Riti della Settimana Santa.
    • San Biagio Platani, Gli archi di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.

    Caltanissetta e provincia


    vare Caltanisetta
    • Butera, I Riti della Settimana Santa.
    • Caltanissetta, La real Maestranza e i riti della Settimana Santa.
    • Delia, Il riscatto di Adamo e i riti della Settimana Santa.
    • Mussomeli, La Settimana Santa.
    • Riesi, Settimana Santa riesina.
    • San Cataldo, Processo a Gesù, Sanpauluna e i riti della Settimana Santa.
    • Serradifalco, La Real Maestranza e i riti della Settimana Santa.
    • Sommatino, La Spartenza, la Scinnenza e i riti della Settimana Santa
    • Villalba, La scinnenza.

    Catania e provincia

    • Adrano: Domenica delle Palme: Via Crucis Vivente. Giovedì Santo: Solenne processione della seicentesca statua del Cristo alla Colonna che si conclude nelle prime ore del mattino del Venerdì Santo. Venerdì Santo: (mattina) processione della Madonna Addolorata. Venerdì Santo (sera) processione del simulacro del Cristo morto. Domenica di Pasqua: I Diavulazzi di Pasqua.
    • Biancavilla, I Riti della Settimana Santa. Giovedì santo: "I Cruciddi", visita ai tradizionali "Sepolcri" che custodiscono il SS. Sacramento. Venerdì santo: Dall'alba, la "Cerca" dell'Addolorata, una lunga processione di sette ore del simulacro cereo di Maria alla ricerca del Figlio lungo le vie della città, per le chiese cittadine e i luoghi del dolore. Dal crepuscolo, il corteo dei "Misteri": un'imponente processione di otto gruppi statuari rievocanti i momenti della Passione e morte di Cristo, accompagnati a spalla dalle rispettive antiche confraternite in abiti tradizionali e della Reliquia della Santa Croce. Sabato santo: "A cascata da tila" presso la chiesa dell'Annunziata, durante la Veglia pasquale. Domenica di Pasqua: A mezzogiorno, "'A Paci": l'incontro e il bacio tra i simulacri di Cristo risorto e Maria, alla presenza del simulacro danzante di Gabriele Arcangelo.
    • Caltagirone, I Riti della Settimana Santa e la processione di San Pietro.
    pasqua a caltagirone
    • Licodia Eubea, Cristo alla colonna e i Riti della Settimana Santa.
    • Palagonia, Cristo alla Colonna e i Riti della Settimana Santa.
    • Riposto, I riti della Settimana Santa e la rappresentazione della "Passione del Cristo"
    • San Gregorio di Catania, San Gregorio Magno.
    • Scordia, I Riti della Settimana Santa e l'omaggio a San Rocco.
    • Vizzini, A cugnunta e i Riti della Settimana Santa

    Enna e provincia

    • Aidone, Processione dei Santuna e I Riti della Settimana Santa.
    • Assoro, Il Crocifisso è portato in processione in vari punti ai margini dell'abitato dove avviene la benedizione delle campagne, facendo progressivamente ruotare il simulacro verso i quattro punti cardinali. Barrafranca, Giunta Pasquale, U Trunu e i Riti della Settimana Santa.
    • Catenanuova, I Riti della Settimana Santa.
    • Enna, Gli incappucciati e i Riti della Settimana Santa.enna gli incappucciati
    • Leonforte, I Riti della Settimana Santa.
    • Villarosa, Le confraternite e i Riti della Settimana Santa.

     Messina e provincia

    • Barcellona Pozzo di Gotto, Le Varette e i Riti della Settimana Santa.https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b7/Varette_2015_10.JPG/320px-Varette_2015_10.JPG
    • Castroreale, Le Varette e la Processione del «Cristo Lungo» il Venerdì Santo.
    • Forza d'Agrò, Festa dell'Alloro.
    • Messina, Processione delle Barette.
    • San Fratello, I Giudei e i Riti della Settimana Santa. La "Festa dei Giudei" è una manifestazione della settimana pasquale molto insolita, studiata da molti etnologi. Si caratterizza per la presenza dei "Giudei", gruppi di persone che scorrazzano per il borgo suonando trombe, indossando un'uniforme colorata e disturbando addirittura le manifestazioni religiose, senza però profferire parola. Impersonano più demoni allegri e chiassosi che i carnefici di Cristo e sul loro significato gli studiosi hanno fatto varie ipotesi. Sciascia vi ha visto una sorta di rovesciamento sociale in cui oppressi si fingono oppressori.
    • Sant'Angelo di Brolo, Suggestiva processione della Madonna Addolorata con fiaccolata e meditazione della Via Crucis per le vie del paese.
    • Savoca, La Passione di Cristo.
    • Sinagra, La corsa di San Leone.

    Palermo e provincia

    • Caccamo, U Signuruzzu a cavaddu
    • Collesano, 'A cerca e i Riti della Settimana Santa.
    • Corleone, Il Venerdì santo e i Riti della Settimana Santa.
    • Gangi, La domenica delle Palme.
    • Gratteri, 'A Sulità e i Riti della Settimana Santa.
    • Misilmeri, L'incontro di Pasqua e i Riti della Settimana Santa.
    • Montelepre, Processione dei Misteri.
    • Palermo, I Riti della Settimana Santa.
    • Petralia Sottana, U 'Ncuontru e i Riti della Settimana Santa.il ballo dei diavoli prizzi
    • Prizzi, Il Ballo dei Diavoli e i Riti della Settimana Santa. Durante la processione di Pasqua, due "diavoli" e la "morte" cercano di ostacolare l'incontro tra la Madonna e Gesù risorto e sono scacciati dagli angeli.
    • Termini Imerese, Il Venerdì Santo.
    • Terrasini, Festa di li schietti
    • Piana degli Albanesi, Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Santa Cristina Gela, Palermo (alla Chiesa della Martorana), Pasqua Arbëreshe e i Riti della Grande e Santa Settimana secondo il rito bizantino degli albanesi di Sicilia.

    Ragusa e provincia

    • Comiso, A paci e i Riti della Settimana Santa.
    • Ispica, Processione del Cristo alla Colonna e i Riti della Settimana Santa.Vasa vasa Modica
    • Modica, La Madonna vasa – vasa e i Riti della Settimana Santa.
    • Ragusa, La Settimana Santa di Ragusa e Ragusa Ibla.
    • Scicli, La festa dell’Uomo vivo e i Riti della Settimana Santa.
    • Vittoria, Cristo alla colonna e i Riti della Settimana Santa.

    Siracusa e provincia

    • Augusta, I riti della Settimana Santa.
    • Canicattini Bagni, A paci a paci.
    • Cassaro, La fratellanza e i riti della Settimana Santa.
    • Ferla, La Sciaccariata e i riti della Settimana Santa.

    Trapani e provincia

    • Alcamo, Lu Risuscitu e la vara di Maria Addolorata.
    • Buseto Palizzolo, Riti della settimana Santa.https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bc/Processione_dei_Misteri.jpg
    • Castelvetrano, Festa dell'aurora.
    • Erice, La processione dei Misteri.
    • Marsala, La via Crucis vivente
    • Trapani, Processione dei Misteri e i Riti della Settimana Santa.
    fonte:wikipedia e Giuseppe Pitre
Pubblicato in Folklore

Storia dell’ Opera dei Pupi

L’ Opera dei Pupi è un particolare tipo di teatro delle marionette che si affermò stabilmente nell'Italia meridionale e soprattutto in Sicilia tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
I pupi siciliani si distinguono dalle altre marionette essenzialmente per la loro peculiare meccanica di manovra e per il repertorio, costituito quasi per intero da narrazioni cavalleresche derivate in gran parte da romanzi e poemi del ciclo carolingio.


Pubblicato in Folklore

Festa di Sant'Agata

ogni anno dal 3 al 5 febbraio Catania dedica a Sant’Agata, patrona della città, una grande festa. Un fercolo d'argento “a vara”, con un busto contenente le reliquie della Santa, viene instancabilmente seguito in processione da centinaia di cittadini “devoti”, vestiti con il tradizionale “sacco” ( tunica bianca stretta da un cordone, cuffia nera, fazzoletto e guanti bianchi ), aggrappati a due cordoni di oltre 100 metri. La vara è seguita da undici "cerei" o "cannalori", alte colonne di legno che rappresentano le corporazioni delle arti e dei mestieri della città.  Su tutto il grido unanime della devozione Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti?


 
Storia  di Sant'Agata e della festa 

Agata nacque da una famiglia di nobili catanesi di religione cristiana, intorno al 230 d.C. A quel tempo Catania era sotto la dominazione romana che perseguitava barbaramente chiunque professasse il cristianesimo, motivo per il quale la famiglia di Agata,  come tutta la comunità cristiana, viveva la fede nel silenzio.Agata decise sin da giovane di consacrarsi a Dio. Negli anni tra il 250 e il 251 d.C,  divenne proconsole della città Quirino, giunto alla sede di Catania con l'intento di far rispettare l'editto dell'imperatore.Conosciuta la giovinetta, Quirino pare se ne invaghì e, venuto a conoscenza della consacrazione, le ordinò di rinnegare la sua fede e di adorare gli dei pagani. Al rifiuto di Agata, Quirino decise di affidarla alla cortigiana Afrodisia, allo scopo di corromperne lo spirito e la fede con le lusinghe materiali. Ma ai tentativi della perversa cortigiana, Agata oppose sempre un’incrollabile fede in Dio, tanto che la stessa Afrodisia rinunciò all’incarico riconsegnando la giovane nelle mani del proconsole. Quirino avviò un processo e convocò Agata al palazzo pretorio. La tradizione conserva ancora i dialoghi fra la giovane e il proconsole da cui si evince la capacità della giovane di tenere testa a chi la stava giudicando con argomentazioni erudite. Dal processo al carcere il passo fu breve. Dopo diversi giorni di digiuno, di fronte alla fermezza della giovane, iniziarono le torture fisiche, dalla fustigazione all’atroce strappo delle mammelle che si racconta le ricrebbero prodigiosamente durante la notte grazie all’intervento di San Pietro.

martirio di santagata
Sebastiano del Piombo -Wikipedia

La fede incrollabile della ragazza la condannò all’ultima delle torture, un letto di tizzoni ardenti, e durante la quale si racconta di un altro prodigioso evento: mentre il corpo di Agata veniva martoriato dal fuoco, il velo rosso, simbolo della sua consacrazione a Dio, non bruciava. Dopo il supplizio, Agata morì in carcere il 5 febbraio 251. Il suo corpo venne imbalsamato e avvolto in un velo rosso che, si racconta, fermò più volte la lava che minacciava la città, come avvenne ad un anno esatto dalla sua morte. In seguito a questi prodigi miracolosi, Agata fu proclamata santa. Inizialmente seppellita nelle catacombe cristiane della collina di San Domenico, dopo l'Editto di Costantino del 313, il corpo della Santa fu portato nella Chiesa di Santa Maria di Betlemme. Tra il IV e il V secolo il corpo venne trasferito nella Chiesa di Sant'Agata La Vetere. Le reliquie furono in seguito trafugate e portate a Costantinopoli nel 1040.

festa di sant'agata Nel 1126 due soldati dell’esercito bizantino le rapirono e le consegnarono al vescovo di Catania Maurizio nel castello di Aci. Il 17 agosto 1126, le reliquie rientrarono definitivamente nella Cattedrale di Sant'Agata, Duomo di Catania dove vengono oggi conservate in parte all'interno del prezioso mezzobusto in argento (parte del cranio, del torace e alcuni organi interni) e in parte dentro lo scrigno, anch'esso d'argento (braccia e mani, femori, gambe e piedi, la mammella e il velo). Numerosi i doni preziosi che nei secoli hanno arricchito il mezzobusto della Santa e che hanno formato nel tempo un tesoro dal valore inestimabile, donato tra gli altri da personaggi famosi come la Regina Margherita di Savoia, il viceré Ferdinando Acugna e Vincenzo Bellini. Fra gli altri il più famoso è la corona che spicca sul capo del busto reliquiario: un gioiello  in oro tempestato e pietre preziose, donato da Riccardo Cuor di Leone durante una crociata in Sicilia. La prima occasione ufficiale per festeggiare Sant’Agata si presentò quando ritornarono a Catania le spoglie della Santa che erano state trafugate. Era il 17 agosto 1126 e durante la notte i cittadini si riversarono nelle strade della città per ringraziare Dio di aver fatto tornare, dopo 86 anni, le spoglie della amata martire Agata. Una data questa che ancora oggi viene ricordata con una processione più piccola dello scrigno e del busto reliquiario per le vie del centro. Inizialmente di natura esclusivamente liturgica, fu solo con la costruzione della “vara” nel 1376 che i festeggiamenti cominciarono ad assumere una forma più vicina a quella odierna con l’inizio delle processioni per le vie della città di Catania.

La festa

Prima veniva portato in processione solo il velo della Santa. Gradualmente alla festa puramente religiosa si affiancò una festa più popolare, voluta dal Senato e dal popolo, in cui alle liturgie si affiancarono spettacoli di natura diversa. E’ questa l’origine di una festa civica che tutt’oggi caratterizza i festeggiamenti di Sant’Agata e che, fino quasi alla fine del ‘600, si svolgeva in una sola giornata, quella del 4 febbraio. Dal 1712, vista l’importanza crescente dell’evento, le giornate dei festeggiamenti divennero due, probabilmente perché la città si era espansa talmente tanto che non bastò più un solo giorno per il giro dei diversi quartieri. La festa ai giorni nostri dura dal 3 al 5 febbraio, concludendosi sempre più spesso nella tarda mattinata del 6.

 fonte:http://www.festadisantagata.it/

Sant'Agata e la Santa Patrona di Catania -

il programma della festa di Sant'Agata 2019

Pubblicato in Folklore

Il carretto siciliano

(in siciliano carrettu) è un mezzo a trazione equina adibito al trasporto merci, in uso in tutto il territorio siciliano dal XIX secolo fino alla seconda metà del XX secolo, quando divenne obsoleto a causa della crescente motorizzazione del lavoro nelle campagne.


Pubblicato in Folklore
OPEN