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Sarde a beccafico

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È un piatto tipico siciliano e come tale è stato ufficialmente riconosciuto e inserito nella lista dei  (P.A.T) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

Il nome del piatto deriva dai beccafichi volatili della famiglia dei Silvidi. In passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere e interiora. Il piatto era gustoso ma inavvicinabile al popolo in quanto bene di lusso. I popolani siciliani ripiegarono quindi sulle materie prime che potevano permettersi ovvero le sarde. Per imitare il ripieno d'interiora si pensò di utilizzare la mollica di pane, i pinoli e poco altro. 

 

La preparazione:

Pulire le sarde, eliminando la testa, le lische e le interiora, quindi lavarle e farle scolare. Apritele  a libro lasciando attaccata la parte centrale delle sardine.

In una ciotola mettete il pangrattato, il pecorino e il formaggio pecorico grattuggiato, aggiungete una manciata di prezzemolo tritato, un uovo, l’aglio tritato finemente, l’uvetta ammollata e strizzata, i pinoli, il pepe e la scorza grattugiata del limone. Infine impastate il tutto.

Con l’impasto della farcitura formate adesso delle polpette un po’ ovali, accoppiate due sardine utilizzando le polpette come ripieno; premete bene affinchè aderiscano tra di loro, infine passatele nell’uovo sbattuto e nel pangrattato.

Friggete in olio caldo le sarde a beccafico facendole dorare da entrambi i lati, man mano adagiatele su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

 

wikipedia

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