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Biancavilla

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Chiesa del Rosario Chiesa del Rosario By L'uploader originale era Archenzo a Wikipedia italiana [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons

Biancavilla

Nonostante l'altitudine e il clima abbastanza freddo, Biancavilla si distingue, insieme alla vicina Adrano per essere centri montani davvero vivaci. Di fondazione albanese, la città pedemontana è famosa per il dolce carnevale e per la vicinanza all'Etna. Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 675 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4  km in linea d'aria dal fiume.


La storia

A causa dell'invasione turca, furono molti che lasciarono l'Albania. Tra questi, alcune famiglie guidate dal capitano Cesare Masi, preferirono lasciare la patria anzichè sottostare al dominio turco. Questo piccolo gruppo, portando con se una icona della Madonna dal volto dal colorito bruno, un reliquario d'argento con la statuetta e una reliquia di S. Zenone, una croce di legno e una campana. Giunti in Sicilia una delle loro tappe  per riposarsi in un terreno detto Callicari o Pojo Rosso.

Biancavilla icona S Maria dell'Elemosina
By Gionstissi (www.santamariaelemosina.it) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons
ChiesaMatrice esterno

Qui, come vuole la tradizione, il prezioso quadro della Madonna fu appeso ad un fico. L'indomani, però, sul punto di partire, volendo togliere il quadro dall'albero, trovarono i rami attorcigliati intorno ad esso da non poterlo staccare senza doverli recidere. Pertanto costoro supponendo che rimanere là fosse un preciso desiderio della Madonna, abbandonarono il pensiero di ripartire e si fermarono definitivamente a Callicari. Così sorse Biancavilla che ottenne il privilegio di fondazione nel 1488 dal conte Moncada.  A seguito dei privilegi del 1488, le prime abitazioni si svilupparono presso l'attuale Chiesa Madre. Biancavilla ebbe diverse denominazioni finchè non assunse il nome attuale. CampanileChiesaMatriceBiancavilla fu risparmiata dalla lave dell'Etna nell'eruzione del 1669 ed ebbe pochi danni a seguito del terremoto del 1693. Ciò comportò in pochi decenni un grande impulso demografico per l'affluenza delle popolazioni dei paesi vicini. In tale periodo il gruppo greco scomparse definitivamente perdendosi così ogni traccia delle origini nei costumi e nel parlare. All'aumento della popolazione corrisponde un espansione edilizia per merito delle famiglie più facoltose del tempo quali i Piccione, i Puglisi e i Rametta patrocinando anche la costruzione di numerose chiese. Il '700 determinò dunque lo sviluppo edilizio che riscontriamo ancora oggi, soprattutto nelle chiese, dove è conservato la maggior parte del patrimonio artistico rappresentato dalle pitture di Giuseppe Tamo da Brescia.L' 800 fu poi il secolo dei grandi avvenimenti, non solo per quanto riguarda la storia nazionale ma anche per quella locale. Si sviluppò il commercio, esistevano concerie di pellame, allevamento delle api per la produzione della cera e del miele, coltivazione di cotone, allevamento di bachi da seta. Quest'ultima costituiva il precedente di una attività caratteristica, rappresentata dalla tessitura a mano della tela, che a sua volta dava vita a tre tintorie, oggi del tutto scomparse. La prima metà dell'ottocento si caratterizza per un notevole fermento culturale grazie all'opera di Salvatore Portal (1789-1854) fondatore nella propria casa di un Orto Botanico tra i più rinomati della Sicilia e creatore di una ricca collezione di pezzi archeologici, del tesoriere Michelangelo Greco (1775-1849) compilatore della prima storia di Biancavilla e dello scrittore e filosofo Rosario Castro (1783-1851) noto antiborbonico. Biancavilla fu uno dei comuni etnei più irrequieti, avendo preso parte a tutti i moti rivoluzionari e antiborbonici dal 1820 al 1860. La scena politica locale fu dominata principalmente dalla famiglia Biondi i cui componenti incominciarono ad emergere nel 1821, quando si costituì la prima "Vendita Carbonara".
In concomitanza ai fatti di Bronte, anche a Biancavilla tra il maggio e il giugno 1860, ebbe luogo una rivolta popolare che in poche ore generò un pesante bilancio di morti. Gli anni a cavallo tra l'ottocento e il novecento sono segnati dalla figura politica del Sindaco Alfio Bruno (1865-1930) che tra i suoi meriti annovera fra l'altro varie committenze all'architetto milanese Carlo Sada e molto si adoperò per la realizzazione di opere pubbliche importanti per lo sviluppo socio-economico del territorio (il teatro, il campanile, il belvedere, i collegamenti stradali con le zone agricole a nord e sud del paese, l'acquedotto ecc..) che restarono nella memoria della collettività.

Fonte: Comune di Biancavilla
Da Visitare.

    • Basilica di Maria SS. dell'Elemosina,
    • Chiesa di Maria SS. del Rosario,
    • Chiesa dell'Annunziata,
    • Chiesa della B. V. Maria di Tutte Grazie;
    • Chiesa dell'Immacolata alla Badìa (chiusa al culto),
    • Chiesa di S. Maria della Mercede,
    • Chiesa di S. Maria dell'Odigitria (Idria),
Biancavilla chiesa del Rosario
    • Chiesa e Convento di S. Francesco d'Assisi,
    • Chiesa di S. Orsola,
    • Chiesa dei SS. Nomi di Gesù e Maria,
    • Chiesa di S. Giuseppe allo Spasimo,
    • Chiesa di S. Antonio da Padova;
    • Chiesa di S. Gaetano,
    • Chiesa e Monastero di S. Chiara,
    • Chiesa di Cristo Re Nostro Signore in Casina,
    • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù,
    • Chiesa delle Anime Sante (del Purgatorio),
    • Chiesa del SS. Salvatore,
    • Chiesa ed Eremo di S. Maria in Vallelato,
    • Cappella dell'Istituto di Maria SS. Ausiliatrice,
    • Cappella dell'Istituto di S. Angela Merici,
    • Cappella del Seminario minore arcivescovile,
    • Cappella della SS. Trinità in Croce al Vallone,
    • Cappella dell'Opera Cenacolo di Cristo Re.
    • Villa delle Favare, residenza signorile settecentesca ubicata al limite del centro storico nel quartiere "Casina", appartenuta al marchese Ugo delle Favare. Dopo anni di totale abbandono, la dimora gentilizia venne acquistata dal comune e quindi restaurata e nel 2008 riaperta al pubblico. Ospita delle sale per mostre, esposizioni, saloni di rappresentanza ed è sede della biblioteca comunale e del Gal Etna.
    • Palazzo Bruno, elegante edificio ottocentesco di via Vittorio Emanuele, casa natale del poeta Antonio Bruno.
    • Palazzo Portale-Cantarella, fine XIX - inizi XX sec, piazza Roma.
    • Palazzo Salomone, XVII secolo, dietro la Matrice.
    • Palazzo Ciraolo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
    • Palazzo Portale-Levi, XVIII sec, sopra ex-Arco Portale, oggi via Preside Caruso.
Biancavilla chiesa S Maria dell'elemosina
  • Palazzo Spampinato, XIX secolo, via Alcide De Gasperi.
  • Palazzo Giuliano, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Milone, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Ciraulo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Uccellatore, XVIII - XIX se., via Mongibello.
  • Palazzo Spina, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Sciacca, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Scaramelli, XIX secolo, Piazza Collegiata.
  • Palazzo Raspagliesi, XIX secolo, via Vittorio Emanuele. (luogo in cui è rimasta custodita fino al 1859 la Madonna Addolorata)
  • Orto botanico
  • Mulini ad acqua
  • Teatro comunale La Fenice: situato lateralmente alla Chiesa Matrice è una struttura del Seicento con un ampie entrate principali, restaurata sul finire del XX secolo. Si svolgono gran parte delle manifestazioni culturali e delle rappresentazioni teatrali cittadine.

Wikipedia

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Mappa del Territorio Etneo

La zona dei paesi etnei è delimitata geograficamente dal fiume Alcantara a nord che la divide dai monti Peloritani e Nebrodi in provincia di Messina. Ad ovest ed a sud il fiume Simeto segna il confine con le alture dell'ennese. Nella valle il Simeto scorrendo nella piana di Catania separa la zona dei paesi etnei dal sistema montuoso ibleo. Infine ad est la zona è delimitata dalla costa ionica.

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