Paesi Etnei

 La zona dei paesi etnei è delimitata geograficamente dal fiume Alcantara a nord che la divide dai monti Peloritani e Nebrodi in provincia di Messina. Ad ovest ed a sud il fiume Simeto segna il confine con le alture dell'ennese. Nella valle il Simeto scorrendo nella piana di Catania separa la zona dei paesi etnei dal sistema montuoso ibleo. Infine ad est la zona è delimitata dalla costa ionica. La superficie totale della zona considerata è di circa 1.500 km².
I comuni appartenenti a questa zona sono caratterizzati da un centro storico con chiese, cattedrali e palazzi antichi in pietra lavica. L'estate sono moltissime le sagre con specialità eno-gastronomiche. Come per altre zone della Sicilia sono innumerevoli i posti da non mancare o vedere.
Enumeriamo qualche località da visitare, senza togliere niente alle non menzionate solo per ragioni di spazio.

 

 

Catania

Catania sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna a circa metà strada tra le città di Messina e Siracusa affacciandosi sul mar Ionio con il golfo che da essa prende il nome.Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud-est, e montuoso a nord per la presenza dell'Etna.

Acireale e la riviera dei ciclopi

Acireale sorge a metà della costa Ionica siciliana.Acireale è nota per il suo carnevale, per il barocco e, fino a pochi anni fa, per le sue terme. Vicina all'Etna, comprende nel suo territorio una serie di borghi marinari dotati di porticciolo, tra cui Santa Maria la Scala e Capo Mulini.

Zafferana Etnea la città del miele

Zafferana Etnea sorge a 574 m. s.l.m., alle pendici orientali dell'Etna, si estende fino alla vetta sommitale del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto lavico.Collocata in una posizione gradevole per gli amanti della tranquillità e della natura, dista pochi chilometri dai centri maggiori (Catania 24,6 km, Taormina 36,6 km, Acireale 13,7 km) e si trova a metà strada tra il mare e la montagna.

Biancavilla

Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 675 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4 km in linea d'aria dal fiume. Nonostante l'altitudine e il clima abbastanza freddo,Biancavilla si distingue,insieme alla vicina Adrano per essere centri montani davvero vivaci. Di fondazione albanese,la città pedemontana è famosa per il dolce carnevale e per la vicinanza all'Etna.

Il Porto dell'Etna - Riposto

Riposto è una ridente cittadina ai piedi dell'Etna. E' un comune di 14.932 abitanti in provincia di Catania. Sorge sul mar Ionio, sulla costa che va da Catania a Messina, e rappresenta uno dei più storici e caratteristici paesi marinari dell'area jonico-etnea

Castiglione di Sicilia

Castiglione di Sicilia (Castigghiuni in siciliano) è un comune italiano di 3 259 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia. La cittadina fa parte del circuito dei borghi più belli d'Italia, il territorio del comune di Castiglione di Sicilia è stato dichiarato di "notevole importanza pubblica"- d.r. 21 giugno 1994.

Trecastagni

Trecastagni sorge alle pendici del vulcano Etna, ed è uno dei comuni che si trovano alla quota più elevata. Il territorio è collinare ed è circondato da svariati conetti vulcanici di diversa epoca e dimensione (Monte Ilice, Monte Gorna, Monte S. Nicolò, Tre Monti, Monte Serra). La particolare conformazione del territorio circostante, caratterizzato da una forte pendenza verso i sottostanti comuni di Viagrande e San Giovanni la Punta, rende la posizione di Trecastagni particolarmente panoramica: la visuale spazia dalla estremità meridionale della Calabria fino al Golfo di Augusta, nel siracusano

Sant'Alfio

L'origine del nome è legato alla tradizione religiosa. Tre fratelli, Alfio, Filadelfo e Cirino, furono, nel 253 d.C., deportati in Sicilia per essere qui martirizzati. Durante il loro viaggio verso Lentini, attraversando il luogo dove oggi sorge Sant'Alfio avvenne il cosiddetto "miracolo della trave": un improvviso vento si scatenò violento al loro passaggio, scagliando via la trave che portavano sulle spalle. Nel '600 Sant'Alfio rappresentò una delle sette "torri" della Contea di Mascali. Nel 1923 divenne comune autonomo, staccandosi da Giarre, di cui era stato frazione dal 1815.

Randazzo

Di origine prettamente medioevale, giace però su un territorio in cui si sono incontrate le più disparate civiltà: greci, romani, bizantini, ebrei, arabi, normanni, aragonesi hanno lasciato tracce di alto valore documentario ed artistico in essa. Le origini del suo nome sono tuttora un mistero legato alla sua fondazione. Le antiche mura e i resti di un bagno che ancora oggi rimangono a Randazzo, ci attestano che qui c'era un centro di abitazione sin dal tempo dei Romani in Sicilia

Adrano

Adrano si estende alle pendici sud-occidentali dell'Etna, in una zona collinare che affianca la Piana di Catania ad est ed il fiume Simeto ad ovest. La città è situata ad un'altezza di 600 metri sul livello del mare, ha una superficie di 8.251 ettari e dista 35 km dal comune di Catania. Adrano gode di un clima semi-continentale
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Sant'Alfio sul versante orientale dell'Etna, allo sbocco settentrionale della valle del bove. Ha conservato nel tempo la sua antica struttura urbanistica, fatta di grappoli di case arroccate sui fianchi della montagna.
Nel '600 Sant'Alfio rappresentò una delle sette "torri" (quartieri) del comune di Mascali. Solo nel 1923 divenne comune autonomo, staccandosi da Giarre, di cui era stato frazione dal 1815.
L'origine del nome è legato alla tradizione religiosa.
Tre fratelli, Alfio, Delfio e Cirino, di nobile famiglia di Prefetta (città spagnola), furono, nel 253 d.C.,deportati in Sicilia per essere qui martirizzati.
Durante il loro viaggio verso Lentini, attraversando il luogo dove oggi sorge Sant'Alfio avvenne il cosiddetto "miracolo della trave": un improvviso vento si scatenò violento al loro passaggio, scagliando via la trave che portavano sulle spalle.
Il primo nome dato al paese fu Sant'Arfiu a Vara. I primi abitanti del luogo costruirono la Chiesa Madre ed introdussero il culto dei tre Santi. Risale agli inizi del Settecento l'edificazione del primo nucleo urbano, nel luogo dove oggi sorge la Chiesa Madre.
Ciò avvenne grazie alla concessione di terre, dette dei "parrini" (preti), appartenenti alla chiesa di Viagrande.
L'ordinamento del nucleo urbano di Sant'Alfio venne affrontato pensando al giro dei tre Santi, la processione in onore di Alfio, Delfio e Cirino, e tante strade furono costruite appositamente. Soltanto verso la fine del '700 il paese acquistò una più definita conformazione topografica.
Nell'Ottocento due furono i fatti che contribuirono allo sviluppo di Sant'Alfio: il distaccamento di Giarre da Mascali (1815) e la concessione (a censo annuo) di una parte del feudo della Cerrita a beneficio dei contadini santalfiesi.

Da visitare 

castagno dei cento cavalli

Castagno dei Cento Cavalli: albero di castagno plurimillenario, (la sua età si aggira tra i 3600 ed i 4000 anni), ubicato nel Parco dell'Etna in contrada  Carpineto. Molto studiato e visitato negli ultimi secoli, la sua storia si fonde con una leggenda secondo cui la regina Giovanna I d'Angiò col suo seguito di cento cavalieri si riparò da un improvviso temporale proprio sotto la chioma imponente del castagno. Poco distante si trova un vecchio albero di castagno, di età sicuramente più giovane del Castagno dei Cento Cavalli e sicuramente molto meno famoso di esso, conosciuto nel comune e nei comuni limitrofi per la caratteristica forma di nave, e per questo denominato in lingua siciliana: Castagna la navi.
chiesa del calvario Sant'Alfio
By Alqasar at Italian Wikipedia

La chiesa del Calvario è una piccola struttura che risale al 1878, data in cui furono realizzate le sue parti iniziali, allo scopo di avere un luogo di culto per le celebrazioni del Venerdì Santo; la costruzione venne seguita dai sacerdoti Domenico e Peppino Caltabiano. La chiesa si erge alla sommità di una collina di notevole interesse paesaggistico. Ad essa si può accedere per mezzo di una piccola scalinata in pietra lavica, che conduce direttamente all'ingresso e alle tre navate che compongono l'edificio sacro. Al suo interno esso offre vari altari in legno che testimoniano l'arte prodotta dagli artigiani di un tempo.
La chiesa di Nucifori sorge nel quartiere Nucifori della città. Fu progettata nel 1957, ma la sua edificazione avvenne solo negli anni successivi. Le linee architettoniche che la caratterizzano sono essenziali. Al suo interno essa conserva il busto della Madonna di Tindari, alla quale gli abitanti sono particolarmente devoti; l'immagine viene festeggiata solennemente la prima domenica di settembre.

La festa patronale 

Santi Alfio Cirino e filadelfio
By Riccardo Spoto [Public domain], via Wikimedia Commons
Il paese di Sant'Alfio dedica la prima domenica di maggio al festeggiamento dei suoi Santi Patroni: Alfio, Filadelfo e Cirino con intense cerimonie religiose. Queste hanno inizio sin dall'ultima domenica di aprile, denominata dai paesani la Domenica dell'entrata, a sottintendere l'entrata nel cuore dei festeggiamenti. A dare ufficialmente il via alle celebrazioni è uno spettacolo pirotecnico che con 100 spari alle ore 12:00 in punto annuncia l'evento alla cittadina. A partire da questo giorno le sere dei due Giovedì e i due Venerdì che precedono la festa vera e propria, si accende davanti alle case un piccolo falò chiamato dera , dal nome della legna resinosa che viene usata per accendere il fuoco stesso. I fuochi che si accendono durante la notte della dera ricordano appunto la notte in cui i tre fratelli attraversarono Sant'Alfio per recarsi a Lentini dove avrebbero subito le torture, sotto lo stupore e la curiosità dei paesani che cercavano di dare loro aiuto. A ricordare l'evento, contemporaneamente all'accensione dei falò nella cittadina, i santalfiesi mettono in scena la vita ed il martirio dei tre Santi. L'evento, che ogni anno attira devoti e curiosi da tutta la Sicilia, si svolge all'aperto e tutti possono prenderne parte. Il Sabato antecedente le celebrazioni avviene la cosiddetta sbarrata, ovvero l'esposizione sull'altare della Chiesa madre delle statue dei patroni, le cui reliquie compiono la Domenica un giro dell'abitato, ossia una processione tra le vie del paese. Alle ore 15:00 iniziano i preparativi per scendere i simulacri dei Santi sul fercolo (Vara). Alle ore 16:00 la "Vara" si affaccia dalla porta centrale della chiesa dove è attesa da un suono festoso di campane da una sparatoria di bombe e da un coro spontaneo di fedeli che eseguirà l'inno dei Tre Santi, denominato "a Cantata". I festeggiamenti si concludono la domenica successiva, chiamata l'ottava, nel corso della quale i simulacri dei tre Santi vengono esposti nuovamente sull'altare della Chiesa madre.
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Mappa del Territorio Etneo

La zona dei paesi etnei è delimitata geograficamente dal fiume Alcantara a nord che la divide dai monti Peloritani e Nebrodi in provincia di Messina. Ad ovest ed a sud il fiume Simeto segna il confine con le alture dell'ennese. Nella valle il Simeto scorrendo nella piana di Catania separa la zona dei paesi etnei dal sistema montuoso ibleo. Infine ad est la zona è delimitata dalla costa ionica.

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