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Dal 2013 l'UNESCO ha inserito l'Etna nel patrimonio mondiale dell'umanità definendolo come uno dei vulcani "più emblematici e attivi del mondo". Se ne è scritto da circa 2.700 anni e questo rappresenta "uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani",  "I crateri, le ceneri, le colate di lava le grotte di lava e la depressione della valle del Bove, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l'educazione" continuando ad avere un ruolo importante, capace di influenzare "la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra". "La sua notorietà, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici sono - conclude l'UNESCO - di importanza mondiale".

 

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Zafferana Etnea è sulle pendici orientali dell'Etna, denominata "perla dell'Etna" è immersa nel verde del Parco dell'Etna.

Il borgo si sviluppò con l'insediamento in valle San Giacomo dei frati Benedettini, che fondarono un monastero nella vigna "Ursina", dove sorgeva anche una chiesa dedicata a San Giacomo. Il toponimo più antico di Zafferana è "Cella", che indicava la stessa contrada denominata San Giacomo. Il toponimo Zafferana si rileva invece in alcune carte del 1694.
Il suo significato deriverebbe dall'arabo "Zafarana", ossia contrada ricchissima di acqua. Un'altra ipotesi fa derivare il nome del paese dall'arabo "Zaufanah", ovvero "giallo", per le grandi estensioni di ginestre che si trovano nel suo territorio.
Altra teoria ammette la possibilità che il paese è stato così battezzato per le sue coltivazioni di zafferano. Il primo nucleo abitato si sviluppò verso la fine del 1600 attorno alla chiesa di San Giacomo.
Nel 1792 la lava dell'Etna divorò numerosi frutteti e vigneti della zona. In quell'occasione i fedeli portarono in processione il simulacro della Vergine Maria invocando il miracolo di bloccare la forza distruttrice del vulcano.
La colata si fermò a poche centinaia di metri dal paese.
Nel 1818 un violento terremoto colpì il paese, distruggendo numerose abitazioni e mietendo 34 vittime.
Nel 1820 Zafferana divenne comune autonomo. Anche in questo secolo le eruzioni dell'Etna hanno più volte minacciato Zafferana Etnea, senza mai, però, arrecare significativi danni. Proprio all'Etna Zafferana deve la sua fortuna.
Il turismo è infatti una delle sue principali fonti di reddito.

 

zafferana portale chiesa eruzione 1792
portale chiesa madre -eruzione 1792

 

 

Da Visitare

  • Chiesa di Santa Maria della Provvidenza.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie, filiale della chiesa madre.
    Zafferana capitello votivo
    Altarino monumentale della Madonna
    della Provvidenza (1861)Foto D.Pennisi
  • Chiesa parrocchiale Maria SS. del Rosario, frazione Fleri.
  • Chiesa parrocchiale San Giuseppe, frazione Pisano Etneo.
  • Chiesa parrocchiale San Vincenzo Ferreri (nuova), contrada Sarro.
  • Chiesa San Vincenzo Ferreri (vecchia), contrada Sarro.
  • Chiesa Santa Maria del Buon Consiglio, contrada Spoligni.
  • Chiesa dell'Annunziatella, contrada Pisanello (diroccata, proprietà privata).
  • Chiesa Sant'Antonio da Padova, contrada Passopomo.
  • Capitello votivo della Madonna della Provvidenza, quartiere Cancelliere.
  • Capitello votivo della Madonna della Provvidenza, contrada Dagalone.
  • Capitello votivo di san Vito martire.
  • Capitello votivo del Santissimo Redentore, frazione Fleri.
  • Capitello votivo della Madonna delle Grazie, quartiere Fortino.
  • Palazzo Municipale 
  • Villa Manganelli
  • Festa patronale in onore della Madonna della provvidenza ogni prima domenica di Agosto.
  • Assegnazione del premio Vitaliano Brancati ogni anno a Settembre.
  • Assegnazione del premio "Polifemo d'argento" per l'arte, la cultura e lo sport ogni anno ad Ottobre:
  • Sempre ogni anno in Ottobre si svolge la ormai famosa "Ottobrata" mostra dell'artigiano e sapori locali.

 

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