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 Nonostante l'altitudine e il clima abbastanza freddo, Biancavilla si distingue, insieme alla vicina Adrano per essere centri montani davvero vivaci. Di fondazione albanese, la città pedemontana è famosa per il dolce carnevale e per la vicinanza all'Etna. Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 675 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4  km in linea d'aria dal fiume.

Testimonianze archeologiche dimostrano la presenza umana nel territorio a partire dal neolitico, ma nulla si conosce sugli insediamenti antecedenti il 1482, anno in cui una colonia di profughi albanesi si insediò nella zona denominata "Callicari" o "Poggio Rosso".
In pochi anni la colonia crebbe, grazie alle condizioni di privilegio concesse dal feudatario Moncada. Questo rapporto di privilegio, fu una delle cause della scomparsa e della decadenza della componente albanese a Biancavilla.
Fu anche la posizione geografica nonchè la lontananza rispetto agli altri profughi albanesi a far prevalere la componente locale rispetto a quella greco-albanese nella città.
Fu sempre compreso nel feudo di Adernò e nel XVI secolo è citato col nome di Casale dei Greci. Nel corso del Seicento e del Settecento si forma una borghesia sufficientemente agiata, ma anche un forte bracciantato e un ceto contadino che si caratterizza per la forte politicizzazione, che sfociò nelle rivolte del 1848 e del 1860 per la questione delle terre demaniali.
Il "Casino dei Civili" (oggi Circolo Castriota) fu simbolo contro cui si rivolse la rabbia popolare; le stesse caratteristiche ebbe la rivolta della "paglia" nel 1923.
Nell'immediato dopoguerra si assistette ad un singolare avvenimento ricordato come "lo sciopero al contrario": ai contadini era stato intimato di lasciare alcune terre di proprietà del demanio, ma senza quelle terre tanta gente sarebbe stata costretta alla povertà; cosicchè i contadini occuparono anche le terre fino ad allora lasciate libere, presidiandole con turni di lavoro anche notturni.
Dopo qualche mese lo Stato, con decreto, lasciò quelle terre ai biancavillesi.

Da Visitare

 

  • Basilica di Maria SS. dell'Elemosina,
  • Chiesa di Maria SS. del Rosario,
  • Chiesa dell'Annunziata,
  • Chiesa della B. V. Maria di Tutte Grazie;
  • Chiesa dell'Immacolata alla Badìa (chiusa al culto),
  • Chiesa di S. Maria della Mercede,
  • Chiesa di S. Maria dell'Odigitria (Idria),
  • Chiesa e Convento di S. Francesco d'Assisi,
  • Chiesa di S. Orsola,
  • Chiesa dei SS. Nomi di Gesù e Maria,
  • Chiesa di S. Giuseppe allo Spasimo,
  • Chiesa di S. Antonio da Padova;
  • Chiesa di S. Gaetano,
  • Chiesa e Monastero di S. Chiara,
  • Chiesa di Cristo Re Nostro Signore in Casina,
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù,
  • Chiesa delle Anime Sante (del Purgatorio),
  • Chiesa del SS. Salvatore,
  • Chiesa ed Eremo di S. Maria in Vallelato,
  • Cappella dell'Istituto di Maria SS. Ausiliatrice,
  • Cappella dell'Istituto di S. Angela Merici,
  • Cappella del Seminario minore arcivescovile,
  • Cappella della SS. Trinità in Croce al Vallone,
  • Cappella dell'Opera Cenacolo di Cristo Re.
  • Villa delle Favare, residenza signorile settecentesca ubicata al limite del centro storico nel quartiere "Casina", appartenuta al marchese Ugo delle Favare. Dopo anni di totale abbandono, la dimora gentilizia venne acquistata dal comune e quindi restaurata e nel 2008 riaperta al pubblico. Ospita delle sale per mostre, esposizioni, saloni di rappresentanza ed è sede della biblioteca comunale e del Gal Etna.
  • Palazzo Bruno, elegante edificio ottocentesco di via Vittorio Emanuele, casa natale del poeta Antonio Bruno.
  • Palazzo Portale-Cantarella, fine XIX - inizi XX sec, piazza Roma.
  • Palazzo Salomone, XVII secolo, dietro la Matrice.
  • Palazzo Ciraolo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Levi, XVIII sec, sopra ex-Arco Portale, oggi via Preside Caruso.
  • Palazzo Spampinato, XIX secolo, via Alcide De Gasperi.
  • Palazzo Giuliano, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Milone, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Ciraulo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Uccellatore, XVIII - XIX se., via Mongibello.
  • Palazzo Spina, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Sciacca, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Scaramelli, XIX secolo, Piazza Collegiata.
  • Palazzo Raspagliesi, XIX secolo, via Vittorio Emanuele. (luogo in cui è rimasta custodita fino al 1859 la Madonna Addolorata)
  • Orto botanico
  • Mulini ad acqua
  • Teatro comunale La Fenice: situato lateralmente alla Chiesa Matrice è una struttura del Seicento con un ampie entrate principali, restaurata sul finire del XX secolo. Si svolgono gran parte delle manifestazioni culturali e delle rappresentazioni teatrali cittadine.
  • il 5 ottobre è la festa del Santo Patrono San Placido
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