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La villa romana del casale

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Giocatrici  - Mosaico della villa romana del casale Giocatrici - Mosaico della villa romana del casale

La Villa romana del Casale è un edificio abitativo tardo antico, popolarmente definito villa nonostante non abbia i caratteri della villa romana extraurbana quanto piuttosto del palazzo urbano imperiale, i cui resti sono situati a circa quattro chilometri da Piazza Armerina, in Sicilia. Dal 1997 fa parte dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. 


 La Villa, è appartenuta ad un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, forse un governatore di Roma (Praefectus Urbi); secondo alcuni studiosi fu, invece, costruita e ampliata su diretta committenza imperiale. Per la sua bellezza e complessità, può considerarsi uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza rispetto ad altri coevi dell’Occidente romano. L’impianto della residenza tardo antica del IV sec d.C., sorge al di sopra di una villa rustica che risale tra il I e la seconda metà del III secolo d.C., periodo, quest’ultimo, a cui si possono attribuire strati di distruzione presso il portale monumentale d’ingresso e le terme, oltre a reperti archeologici, tra cui alcuni esempi di ceramiche e monete riferibili al 250-280 d.C..La scoperta della villa si deve a Gino Vinicio Gentili, che nel 1950 ne intraprese l'esplorazione in seguito alle segnalazioni degli abitanti del posto. Villa-del-Casale-plan-color-bjs-1

Tra i resti della villa si individuano quattro nuclei separati, posti sul declivio collinare e in leggera ascensione, ciascuno di diverso orientamento assiale, ma strettamente connessi tra loro:

  1. grande trichora preceduta da un peristilio ovoidale circondato a sua volta da un altro gruppo di vani (ambienti 47-55)
  2. ingresso monumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo (ambienti 1-2);
  3. corpo centrale della villa, organizzato intorno ad una corte a peristilio quadrangolare, dotata di giardino con vasca mistilinea al centro (ambienti 8-39);
  4. complesso termale, con accesso dall'angolo nord-occidentale del peristilio quadrangolare (ambienti 40-46).

Molte delle sale della residenza presentano il pavimento con mosaici figurati in tessere colorate.

Le differenze stilistiche fra i mosaici dei diversi nuclei sono molto evidenti. Questo, tuttavia, non indica necessariamente un'esecuzione in tempi diversi, ma probabilmente maestranze differenti, che utilizzarono vari “album di modelli”.I tempi di costruzione, furono inizialmente valutati in un periodo di cinquanta-ottanta anni, e poi ridotti a circa cinque-dieci anni. Oggi si tende a credere ad una durata corta dei lavori. La funzione delle sale è quasi sempre suggerita da allusioni nei mosaici pavimentali. La divisione in tre nuclei distinti, anche dal punto di vista degli assi, e materialmente divisi consentiva usi separati, senza il rischio di confusioni o indiscrezioni. La grande funzionalità era legata a un'esasperata ricerca degli effetti prospettici e delle planimetrie con linee curve (soprattutto nelle terme e nel triclinio sud). La villa "a padiglioni" o "a nuclei" non è una tipologia isolata a Piazza Armerina, ma, oltre ad essere documentata in un'altra villa siciliana presso Noto, ha precise corrispondenze in ville africane e deve il suo modello originario alla villa Adriana di Tivoli.

Il mosaico della Grande Caccia:

Auroch - Big Game Hunt mosaic - Villa Romana del Casale - Italy 2015

è il più vasto mosaico della villa del Casale di Piazza Armerina. Decora il pavimento del lungo corridoio rialzato (66 m di lunghezza e 5 m di larghezza) che separa la zona pubblica da quella privata della villa, sul quale si aprono la grande sala absidata di rappresentanza e gli appartamenti padronali da un lato e il peristilio dall'altro. L'importanza di questo ambiente era sottolineata dal portico che si apre nella sua parte centrale verso il peristilio e dalla leggera soprelevazione: vi accedevano due scale dai bracci nord e sud del peristilio, e una terza centrale, di fronte all'ingresso della grande sala absidata. Dai rilievi stratigrafici questo mosaico appare databile al 320-330. A dispetto del nome con cui è conosciuto, il soggetto del mosaico pavimentale rappresenta una grande battuta di cattura, non caccia, di bestie selvatiche per i giochi negli anfiteatri dell'impero a Roma: nessun animale viene infatti abbattuto ed i cacciatori usano le armi solo per difendersi.

 

La sequenza delle scene è :

  • "Mauretania" o "Africa"
  • Scena di cattura
    1. Cattura della pantera con esca e trappola (secondo la tecnica descritta nell'Historia Augusta, attuata da soldati riconoscibili dall'abbigliamento)
    2. Cattura di onagro o di antilope in Numidia, dove i cavalieri non fanno uso di sella;
    3. Rhyno - Big Game Hunt mosaic - Villa Romana del Casale - Italy 2015Cattura del cinghiale selvatico in Bizacena, presso una palude forse identificabile con il Lacus Tritonis, a sud di Hadrumetum (Sousse Tunisia)
    4. Cattura del leone da parte di cacciatori a cavallo.
  • Trasporto di animali catturati su un carro, imbarco e navigazione: in una località portuale con un lussuoso edificio sullo sfondo – forse una villa marittima –, un cavaliere, forse un ufficiale addetto alla posta imperiale, sorveglia il trasporto di un pesante carico. Quattro uomini trasportano sulle spalle alcune bestie legate o chiuse all'interno di casse, un ufficiale frusta uno schiavo e altri servi trascinano su una nave struzzi e antilopi. Gli studiosi concordano nel riconoscervi la rappresentazione del porto di Cartagine, nel cui foro marittimo in età antonina esistevano un edificio ottagonale ed un tempio con portico semicircolare, simili alle architetture rappresentate sullo sfondo di questa scena.
  • Sbarco: la scena, che si trova di fronte all'ingresso dell'aula absidata, raffigura un tratto di terra situato fra i due mari. Al centro tre funzionari col caratteristico copricapo pannonico e bastone con testa a fungo osservano lo sbarco degli animali da due navi provenienti dai due lati. Il loro abbigliamento è tipico dei funzionari del tardo III secolo fino a tutto il IV. La terra fra i due mari è con ogni probabilità l'Italia, e forse è qui rappresentato il porto della stessa Roma. Lo sbarco contemporaneo delle due navi costituisce un esempio di narrazione compendiaria, tipica dell'arte tardo-antica.
  • Navigazione e imbarco degli animali in un porto orientale, forse l'Egitto, come lascerebbero pensare gli animali presenti: un bisonte, una tigre, un'antilope, un ippopotamo, e un rinoceronte alla presenza di un funzionario con due soldati. I cacciatori indossano calzoni di tipo orientale.
  • Roman cavalry - Big Game Hunt mosaic - Villa Romana del Casale - Italy 2015Caccia a cavallo di una leonessa in un paesaggio nilotico con palude, fiori rossi e caratteristici edifici a pagoda.
  • Lotta fra bestie selvatiche e un leone che attacca un uomo e per questo viene ferito. Inferiormente un personaggio di età matura, dall'aspetto solenne ed autorevole (forse il proprietario della villa), affiancato da due soldati con scudo, attende l'arrivo di una misteriosa cassa che potrebbe contenere il grifone che appare all'estremità del corridoio.
  • Cattura di una tigre in India con l'aiuto di uno stratagemma descritto da Sant'Ambrogio e da Claudiano. Una sfera di cristallo viene lanciata verso la tigre. L'animale, vedendo la propria immagine riflessa nella sfera, crede di vedere uno dei suoi piccoli e distrae la sua attenzione dai cacciatori, che così possono più facilmente catturarla. L'ultimo episodio, che ha spesso destato l'attenzione degli studiosi per la sua singolarità, mostra la cattura di un grifone con un'esca umana in gabbia.
  • "Egitto" o "Asia"

L'insieme rappresenta quindi una sorta di compendio su come catturare ogni singola belva, ambientato in due continenti diversi e ad uso e consumo di un dux di una provincia (i duces avevano infatti l'incarico di procurare le fiere per il circo), forse il proprietario stesso che è probabilmente l'uomo matura rappresentato nel continente di destra in atto di sovrintendere alla cattura con due soldati.

Tiger hunt - Big Game Hunt mosaic - Villa Romana del Casale - Italy 2015 (2)

La struttura del mosaico è simmetrica, ma la zona destra è più sviluppata, sia perché le terre che rappresenta sono più vaste (a giudicare dagli animali arrivano a includere zone nilotiche e arabiche), sia perché venga collocato in posizione centrale il personaggio chiave del dominus coi soldati.

 Wikipedia

Se vuoi approfondire :

wikipedia

Sito del Museo della Villa

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