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Riposto

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Riposto

Mappa di Riposto 

(coordinate 37.73333, 15.204251)  è un comune di 14.932 abitanti in provincia di Catania in Sicilia. Riposto sorge sul mar Ionio, sulla costa che va da Catania a Messina, e rappresenta uno dei più storici e caratteristici paesi marinari dell'area jonico-etnea. È praticamente congiunta alla cittadina di Giarre, dove si trova la stazione ferroviaria. Possiede un grande e moderno porto turistico denominato "Marina di Riposto" o "Porto dell'Etna" per la sua posizione.


Panoramica giarre riposto

Il nome Riposto, secondo accurati studi storici, deriva dalla vocazione commerciale della zona, che aveva fatto sorgere un luogo attrezzato quale deposito (per "riporre") per le botti e le merci da spedire via mare.

fiore di pomela
Fiore di Pomelia

E' di questi giorni la discussione  sostenuta da una consistente parte della popolazione, di affiancare l'aggettivo "città delle Pomelie" al conosciuto "Porto dell'Etna". In effetti chiunque vada in giro per le vie cittadine non può non notare, gli innumerevoli balconi ornati da questa bellissima pianta ormai naturalizzata a Riposto. Al Parco Falcone-Borsellino si tiene da parecchi anni una esposizione dedicata alle varie varietà di Pomelie autoctone della zona di Riposto; organizzata dall'Associazione Culturale "La pomelia".

La storia di Riposto ha avuto nel suo rapporto con il mare il principale fattore di sviluppo, anche se, dal punto di vista demografico, le sue fortune furono legate alla nascita e allo sviluppo della Contea di Mascali. Sin da Stemma della Contea di Mascalitempi antichi, Mascali e le sue grandi estensioni terriere appartenevano alla Mensa episcopale di Catania che li concedeva in gabella. Nel secolo XVI, queste terre furono costituite in Contea ed il vescovo di Catania divenne così Conte di Mascali. In quel periodo, Catania era sovrappopolata e pressava demograficamente il territorio di Acireale. Gli Acesi, nella necessità di spingersi a nord, verso la ricca pianura mascalese, cominciarono a richiedere al Conte quelle terre e per poi poterle subaffittare con canone raddoppiato. Altre comunità si unirono ai coloni in quest'insediamento che in parte si stabilì nella fascia costiera ripostese ove sorgevano già le "capanne-pagliai" dei pescatori e delle loro povere famiglie; capanne sparse inizialmente attorno all'antichissimo tempio, forse di origine proto-cristiana chiamato "l'Anticaglia di S. Giovanni" (attuale chiesa Madonna della Lettera).
Così alla fine del secolo XVI, i tre gruppi (coloni, pescatori e barcaioli-costruttori) si fusero creando il primo nucleo di una nuova comunità che prese il nome di Riposto da "Res Ponere" e si stabilì definitivamente tra il torrente Macchia, il limite sud della palude dell'Auzzanetto e il torrente Jungo, e il limite nord di grandi distese di boschi e vigne. La nuova comunità incominciò faticosamente a dissodare il terreno, a tagliare i boschi in cerca di buona terra da coltivare, a costruire case, a fabbricare magazzini, dove venivano "riposte" le decime della produzione, che si doveva al Conte di Mascali; essa divenne così presto, un punto d'incontro ricco e fiorente di mercanti, pescatori, armatori, costruttori, "sensali", "bordonari" e marinai. Nella seconda metà del XVII secolo avvenne la trasformazione agraria della Contea da terreno boschivo in vigneto; detta trasformazione fu diretta ed organizzata dai proprietari di terre acesi, e portò alla completa distruzione del bosco d'Aci che da Stazzo e Pozzillo si estendeva nell'entroterra; da ciò scaturì uno squilibrio del sistema ecologico tanto che il regime idrico fu modificato e le paludi dell'Auzzanetto s'ingrandirono divenendo portatrici di malaria, mentre sparì il laghetto della "Gurna". Intanto, le tristi vicende di Messina, turbata negli anni da ribellioni, peste, terremoti, inondazioni, alimentarono una continua emigrazione dei Messinesi nella Contea.

riposto chiesa letteraSui ruderi della "Anticaglia di San Giovanni", i Messinesi costruirono la chiesetta della "Madonna della Lettera" e fecero di tutto per far nascere, accanto alle umili capanne di graticci di canne, un paese lineare e parallelo al mare. Nel secolo XVIII una potente famiglia veneziana, i Pasini, s'era stabilita ad Acireale ed in poco tempo aveva accumulato un'immensa distesa terriera a sud-ovest del "torrente Jungo". I Pasini, illuminati amministratori, operarono nella zona una politica di popolamento e svilupparono l'insediamento sparso, attirando manodopera e favorendo la formazione di piccole fattorie. Costruirono nel 1725, a sud dello "Jungo" una loro casa di campagna a cui doveva far capo il secondo nucleo dell'antica Riposto, che prese nome "Scariceddu" (piccolo scalo) per distinguerlo da quello già esistente. Al limite nord delle terre del "Bosco d'Aci" v'era una macchia di vegetazione di carrubi ed attorno ad essi, ben presto, sorsero alcune case sparse di contadini: il sito prese nome di Carruba. Il nucleo s'ingrandì allorquando nelle contrade vicine sorsero piccole industrie per la lavorazione del gesso, della calce, dei mattoni e quindi viottoli che portavano alla marina di S. Tecla, Pozzillo, Torre Archirafi. Bisognerà aspettare il 1855 per vedere questo nucleo divenire borgata, allorquando la società Florio realizzerà a Catania un impianto per l'estrazione dell'alcool dalla polpa del carrubo, e il nobile acese Martino Fiorini donerà il terreno dove sorgerà, nel 1892, l'attuale chiesa intitolata a San Martino. L'inizio del XIX secolo fece registrare un periodo di grande tensione : gli abitanti di Giarre, appoggiandosi anche alle aspirazioni espresse da Riposto, chiesero di potersi staccare da Mascali. I Ripostesi furono prima a fianco e poi uniti a Giarre. Fu dopo il 1815 che l'abile "politica d'attesa" dei Ripostesi diventò autonomia: infatti l'8 ottobre 1815 Riposto chiese al Re, l'autonomia da Giarre.

immagine istituto nautico riposto

Intanto, con sovrano Rescritto del 12 febbraio 1820, era nata la Scuola Nautica dove si formavano gli Ufficiali della fiorente marina velica prima e a vapore dopo. L'esistenza di questa scuola e dei molti cantieri navali, l'intenso commercio, indussero, nel 1836, a richiedere allo Stato la costruzione di un porto. Il 17 aprile 1841 il re concesse l'autonomia di Riposto. Il 1 gennaio 1842 venne eletto primo Sindaco di Riposto, Don Rosario Grassi Bonanno che verrà confermato nell'alta carica anche nel triennio 1 gennaio 1846 - dicembre 1848. Dopo l'esito sfortunato della battaglia di Custoza, il 25 luglio 1848, che costrinse l'esercito piemontese alla ritirata, Ferdinando II decise di agire con forza per la riconquista della Sicilia insorta. La zona costiera ripostese non fu teatro di operazioni militari perché la popolazione, grata a Ferdinando II per averle dato l'indipendenza amministrativa, non si schierò con gli insorti.
Quando il 14 maggio 1849 il generale Filangieri e le sue truppe entrarono a Palermo ponendo fine alla rivolta siciliana, il re ricordandosi che Riposto le era stata fedele durante i rivolgimenti interni, incominciò a proteggerla favorendo specialmente le sue industrie ed il suo piccolo ma attrezzato arsenale. La morte di Ferdinando II avvenuta nel 1859 spense l'entusiasmo popolare. Dopo l'unità d'Italia, le condizioni economiche e sociali di Riposto miglioravano sempre più con l'affermarsi di una grossa flotta di velieri e da pesca nonché con lo svilupparsi dei suoi già famosi cantieri navali e con l'opera di costruzione del porto. In questo periodo vennero anche avviate la costruzione di numerose, importanti opere pubbliche. La chiesa di S. Pietro, iniziata nel 1808, aperta al culto nel 1818, completata nel 1865, venne eretta a parrocchia nel 1869. Nel 1895 si otteneva dalla Sacra Congregazione dei Riti la conferma dell'elezione di S. Pietro Apostolo a Patrono di Riposto e nel 1967 veniva insignita del titolo di "Basilica Minore Pontificia". La costruzione dell'Orfanotrofio dell'Addolorata, voluto dal sacerdote don Francesco Granata (1814-1901). La costruzione della Chiesa del Carmine, richiesta sin dall'agosto del 1853 dalla nobile signora Rosaria Pasini, devota della Madonna della Mercede, all'allora Sindaco di Riposto G. Fichera. Il Sindaco rispose positivamente nel 1863, così i figli della signora Rosaria; Stefano e Biagio Pasini dei Baroni di Malroveto donarono la loro cantina sita nel quartiere "Scaricello", che nel 1868 fu demolita per costruire la nuova chiesa intitolata alla Madonna del Carmine. (La denominazione della chiesa si dovette al seguente episodio: mentre i lavori erano in corso, un operaio cadde da un'altissima impalcatura e, invocando la Madonna del Carmine, nella caduta, si ritrovò indenne in una fossa piena di calce spenta). I Ripostesi sentirono il bisogno d'istituire nella loro città un piccolo ospedale per i malati più gravi; infatti il 28 luglio 1848 Suor Maria Gesù Crocifissa e Suor Maria Gesù Musumeci donarono alcune loro case al sacerdote ripostese Rosario Scandurra che doveva usarle per "Ospedaletto". Il piccolo Ospedale divenne Ospedale Civile per merito di Mons. Rosario Calì (1862-1887). Il 2 aprile 1872 l'ing. Salvatore Guarrera redigeva il Piano regolatore d'ampliamento approvato con Real decreto il 9 novembre 1872. Questo piano prevedeva: la costruzione del Municipio, di Scuole, del Mercato, del Teatro che doveva sorgere sul terreno detto "Pezza Grande" espropriato al barone Corvaja di Acireale nel 1877.  Nel 1874 si costruì la piazza S. Pietro, principale piazza citttadina. 

stemma del comune di riposto
wikipedia:Stemmi dei comuni italiani

Il 19 gennaio 1882 il Re concesse a Riposto l'uso di uno stemma civico diviso in quattro parti: in alto, a sinistra, venne raffigurato il sole rosso su fondo oro; in alto, a destra, su fondo azzurro un brigantino veleggiante; in basso, a sinistra, su fondo azzurro, una torre d'argento merlata alla guelfa; in basso, a destra, su fondo oro, un grappolo d'uva color porpora con gambo verde. Lo stemma venne sormontato da una corona formata da un cerchio di muro d'oro aperto da quattro parti sormontato da otto merli uniti da muricciolo d'argento. Il 21 agosto 1890 con Regio Decreto si decise la costruzione della ferrovia Circum-Etnea che venne inaugurata il 2 febbraio 1895.  Il 24 giugno 1866 venne inaugurata la linea ferroviaria Catania-Messina e nel 1870 stazione ferroviaria giarre ripostovenne costruita la stazione ferroviaria di Giarre-Riposto, ingrandita nel 1906. Per il grande commercio vinicolo ripostese, con R.D. del 1 ottobre 1888, s'istituì la Regia Cantina Sperimentale e, con R.D. 15 agosto 1908, la Regia Scuola di Commercio. Il 5 agosto 1906, dopo 70 anni dalla prima domanda fatta nel marzo 1836, s'iniziò la costruzione del porto. Alla fine del secolo XIX si verificò il boom economico di Riposto. A Riposto vi erano le sedi consolari di Svezia, Romania, Norvegia, Uraguay, Francia, Brasile, Grecia, Gran Bretagna. Nel 1885, vi si pubblicava la rivista settimanale "La Sicilia Vinicola". La conquista della Libia attuata da Giolitti nel 1911-12 prima, e la guerra mondiale del 1915-18 dopo, impoverirono Riposto perché i suoi mercati di esportazione-importazione rimasero chiusi fino al 1919 e molti dei suoi marinai morirono in guerra.Dal febbraio 1919 al marzo 1920 riposto spiaggia tutta la vita politico-amministrativa della città ruotava attorno alla figura ed all'azione del Commissario Prefettizio cav. dott. Giuseppe Grimaldi, che è passato alla storia del paese come il realizzatore di grandi opere pubbliche:
la costruzione del Palazzo Municipale e l'ampliamento della Piazza S. Pietro; la costruzione del Mercato Pubblico; la costruzione del Lungo Mare Riposto-Torre Archirafi; la costruzione dello Scalo di Alaggio a Torre Archirafi; la sistemazione delle strade dell'abitato e delle borgate.    Nel 1936 si poté realizzare solo in parte il piano regolatore del 1920 che prevedeva la zona industriale. Da quel momento, le condizioni economiche della città subirono un collasso: l'agricoltura, l'industria e il porto quasi sparirono. In questo periodo arrivò la fusione dei Comuni di Giarre e Riposto con R.D. del settembre 1939 in uno solo, con il nome di Jonia. La nuova città occupava un'area di 40,38 Km aveva una densità complessiva di 752 abitanti per Kmq ed era formata dai Jonia (ex Giarre), Jonia Marina (ex Riposto), Macchia , S. Giovanni Montebello, Torre Archirafi Trepunti, Carruba. Il comune di Jonia ben presto cambiò nome in Giarre-Riposto; poi a causa di polemiche sull'accentramento dei servizi pubblici a Giarre (ma in realtà per le differenti origini e per la diversa estrazione sociale della popolazione dei due centri principali); con la caduta del fascismo, nel dopoguerra (1946) Giarre e Riposto tornarono comuni autonomi con i primitivi nomi appunto di Giarre e Riposto.  Finita la seconda guerra mondiale, Riposto si trovò dopo i lunghi anni della dittatura con un vuoto politico e una grande crisi economica; i suoi uomini trovarono possibilità di lavoro emigrando all'estero e principalmente negli U.S.A., oppure navigando; le donne diventarono di fatto "vedove bianche". Negli anni 50 i principali provvedimenti urbanistici furono: la costruzione del sottopassaggio che unisce Giarre-Riposto; il completamento della via Etnea; l'apertura della via Guglielmo Marconi. In questi anni, specie nel settore vinicolo, Riposto attraversava una grave crisi: furono gli anni della grande emigrazione nel Nord America. 
Negli anni '60 si costruì il tratto di lungomare che và dalla chiesa Madonna della Lettera fino al molo foraneo, collegando direttamente Torre Archirafi a Fondachello. Si completò il viale Amendola, si ampliò il porto con la costruzione di una seconda banchina e si iniziò la costruzione del molo pennello antistante la Chiesa della Lettera. Negli anni '70 si cercò di rafforzare le strutture del porto e si costruì, a difesa del quartiere Pagliaia, una barriera di massi; si coprì il torrente Jungo. La più importante opera urbanistica negli anni '70 è stata l'adozione di un programma di fabbricazione che prevede un ordinato sviluppo edilizio del paese.


duomo san pietro

www.comune.riposto.ct.it/it/storia-riposto.php

 

    • IL PULPITO DI CARLO SADA:
      Nella chiesa madre di Riposto si trova uno dei più bei pulpiti della Sicilia, realizzato nel 1892 dall’architetto milanese Carlo Sada (1849 1924), che in Sicilia ha lasciato, oltre al Teatro Bellini di Catania, e a numerosi palazzi e villini nella città etnea, il municipio di Grammichele e la facciata della chiesa madre di Biancavilla. L’insigne monumento si poté fare, grazie a un ricco e colto sacerdote ripostese, don Francesco Granata Foti (1814 1907); e vi collaborarono artisti ripostesi, per le sculture decorative e per le statuine degli angeli.
    • IL BUSTO DI ETTORE XIMENES:
      Nella villa comunale c’è un busto e dei pannelli bronzei, che riguardano il politico siciliano Edoardo Pantano, il ministro del Governo nazionale che nel 1906 fece iniziare la costruzione del porto di Riposto. Sono opere del grande scultore palermitano Ettore Ximenes (1855 1926), che le realizzò nel 1922.
    • IL PRIMO CAPITANO DELLA NAZIONALE:
      La squadra nazionale italiana di calcio esordì a Milano il 15 maggio 1910, battendo la Francia per 6 a 2. Ne era capitano il ripostese Franz Calì (1882 1949), che era terzino nella squadra genovese Doria; e dal 1912 al 1921 fu Commissario Tecnico della nostra Nazionale di calcio.
    • IL MACCHINISTA DEL REX:
      Quando nel 1932 il transatlantico italiano Rex conquistò il “Nastro Azzurro” (e lo detenne per sei anni), qualificandosi come la nave più veloce del mondo, il capo macchinista era il ripostese Rosario Cardillo (1893 1952).
    • IL “QUADRILATERO DEI VENTI” Secondo gli studi del meteorologo Umberto Massocco, Riposto è uno dei vertici del “Quadrilatero dei venti in Sicilia”, il cui centro è a Enna
Santi Correnti

 

 duomo di riposto

Il duomo di San Pietro

è la chiesa madre della città. nel giugno del 1967 papa Paolo VI l'ha elevata alla dignità di basilica minore. L'edificio presenta all'interno una lavorazione elaborata: particolarmente di pregio è l'altare maggiore con gli scranni in legno di metà Ottocento, i pilastri con capitelli corinzi, l'altare del Crocifisso in marmo e legno. Il pulpito è opera dell'architetto Carlo Sada.La chiesa è a tre navate e a croce latina in stile neoclassico; risale al periodo tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX ed è dedicata al santo protettore dei marinai, San Pietro. Nel progetto originario era prevista la collocazione di nove statue marmoree e un campanile. Il 9 aprile 2010 sono state collocate sul frontespizio cinque statue in pietra di Comiso raffiguranti il Cristo Redentore e gli apostoli Pietro, Paolo, Andrea e Giovanni, mentre il campanile non è stato mai realizzato. Nelle cappelle laterali sono esposte numerose tele di illustri pittori siciliani del Settecento e dell'Ottocento.

 
La chiesa della Madonna della Lettera

chiesa della lettera Ripostoè stata la prima chiesa di Riposto; tuttavia l'odierna struttura è  la quarta ricostruzione. La prima fu costruita durante la dominazione arabo-normanna, la seconda durante la dominazione spagnola, la terza nel Settecento e l'ultima nel 1868. Un dipinto di Giuseppe Zacco raffigurante la Madonna della Lettera che sostituisce un'icona bizantina ormai perduta, un organo settecentesco ed una cripta con l'ossario dove si trovano un pozzo d'acqua marina ed i colatoi utilizzati per il trattamento delle salme, dove ancora oggi, durante l'alta e la bassa marea, l'acqua si alza e si abbassa.

 

  wikipedia

 

Tramonto Riposto

 

    • Il Porto detto anche Porto dell'Etna.
    • Il porto turistico Marina di Riposto.
    • Il lungomare da Riposto a Torre Archirafi.
    • Il Palazzo comunale, risalente agli anni venti.
    • La Villa "Edoardo Pantano", che fu sede dell'accampamento inglese durante l'occupazione Alleata.
    • Il Parco delle Kentie, con annesso un museo didattico botanico.

Lungomare di Riposto

  • Chiesa della "Badia", dedicata alla Madonna dell'Addolorata e l'orfanotrofio annesso.
  • Frazione di Torre Archirafi 
  •  Frazione Praiola
  • La settimana Santa con la rappresentazione vivente del processo di Gesù e la crocifissione.
  • La festa Patronale di San Pietro il 29 Giugno.
  • La Sagra del Mare
  • Premio Arte Mare
  • Premio Capitani Coraggiosi 
  • Gli eventi dell'Estate Ripostese
  • Premio Poesia Torre Archirafi

 


 

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Mercato di Riposto (CT) © 2008 Regione Siciliana - Fonte: Arca dei Suoni - CRICD Regione Siciliana - http://www.arcadeisuoni.org/index.php/copia/details/13/741
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