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Il mondo della devozione e la fine del dominio Islamico in Sicilia

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 Reggio Calabria - icona di San Giorgio nella chiesa di San Giorgio Extra Moenia (o di San Giorgio martire) Reggio Calabria - icona di San Giorgio nella chiesa di San Giorgio Extra Moenia (o di San Giorgio martire)

Il dominio islamico sulla Sicilia iniziò a partire dallo sbarco a Capo Granitola presso Mazara del Vallo nell'827 e terminò con la caduta di Noto nel 1091.

Il mondo della devozione e delle pratiche religiose fu ampiamente coinvolto nel clima militante e militare contro l’Islam: dopo le opere apologetiche su santi combattenti o militari quali S. Giorgio e S. Sebastiano, anche le madonne assunsero sembianze severe verso i nemici e accoglievano, maternamente protettrici, quanti si ‘raccomandavano’ al loro patrocinio contro i rischi del mare e dei viaggi, tra cui primeggiavano gli assalti di pirati e corsari.

Già l’epopea normanna aveva rappresentato ogni fatto d’arme contro i saraceni circonfuso da qualche miracoloso intervento: quando Ruggero ottenne a Scicli una vittoria grazie all’apparizione della Madonna guerriera a cavallo, per ringraziamento fece costruire una chiesa in onore della Madonna delle Milizie, ancor oggi patrona della città. L’accentuarsi della tensione tra le due fedi comportò un revival del culto, e la fattura di una serie impressionante di dipinti e sculture con la Madonna con la spada alzata su un cavallo rampante che calpesta un turco, immagini edulcorate nei secoli successivi con l’eliminazione degli elementi più aggressivi.

duomo di san giorgio
Di Pallotron/Angelo Failla, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5652758

 

Diverse città siciliane, oltre Scicli, veneravano Maria guerriera: a Piazza Armerina come Santa Maria della Vittoria; a Gela come Maria Santissima Alemanna; a Mistretta come veneratissima Madonna della Luce; ad Altavilla Milicia come Maria della Milizia; a Messina come la Madonna a Cavallo, nostra donna e signora del Peloro. Anche la Beata Maria Vergine di Tindari fu ‘arruolata’ a posteriori tra i combattenti di Lepanto. Patrono o titolare di parrocchia in molti centri siciliani è San Giorgio, un santo che nell’iconografia sembra voler raffigurare «la condizione della Chiesa che, nelle vicende storiche di tutti i tempi e luoghi, ha bisogno dei cavalieri, del braccio secolare per difendersi dal drago, dai nemici terreni che la attaccano, nel caso della Sicilia esemplificati nei saraceni»  La Madonna “delle Vittorie” fu elevata a loro patrona dai Piazzesi; Maria Santissima dell’Alemanna, patrona di Gela, riconduce ai cavalieri teutonici e al loro rapporto con la Terra Santa; la Madonna della luce a Mistretta, nei tre giorni di festa a Lei dedicati, è accompagnata con danze e musiche per le vie della cittadina da una coppia di giganti armati che mimano passi guerrieri, rappresentazione che ha molte somiglianze con quella delle due statue equestri messinesi di Cam e Rea, o Mata e Grifone, mitici fondatori delle città dello stretto; il santuario di Altavilla conserva una ‘miracolosa’ immagine della Madonna che libera dai corsari barbareschi; La Madonna Bruna di Tindari, dopo la vittoria di Lepanto, fu proclamata regina delle vittorie il 27 Aprile 1575. San Giorgio è Patrono di Calatabiano, Modica, Piana degli Albanesi, Prizzi, Monforte, Sambuca. Le parrocchie a lui dedicate si trovano tra l’altro a Ragusa Ibla, Palermo, Agrigento, Caltagirone, Novara di Sicilia

Wikipedia

 

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