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Uva

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uva uva

L'uva

viene utilizzata soprattutto per la produzione del vino, e si parla in questo caso di uva da vino, ma anche per il consumo alimentare come frutta, sia fresca (uva da tavola), sia secca (uva passa, utilizzata in cucina e nella preparazione dei dolci); infine dall'uva si estrae il succo d'uva (bevanda non alcolica), e dai semi si estrae l'olio di vinaccioli. 


Le due specie di vite più importanti per la produzione di uva sono:

  • la Vitis vinifera, originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, dalla quale derivano tutti i vitigni destinati alla produzione di uva da vino e di uva da tavola
  • la Vitis labrusca, di importanza molto ridotta, originaria dell'America del nord, destinata marginalmente alla produzione di uva da tavola.

Le specie di vite americane ed i loro ibridi, essendo immuni dalla fillossera per quanto riguarda la parte radicale (infatti essa colpisce la parte aerea della vite "americana" e la parte radicale dalla Vitis vinifera), sono utilizzate sia come porta-innesto per la vite europea, sia come incrocio con alcune varietà della Vitis vinifera a produrre ibridi.

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L'Italia è il primo produttore al mondo di uva da tavola. Tra le principali varietà di uva da tavola:

Italia, Vittoria, Regina, per le uve bianche; Moscato d'Amburgo, Red Globe e Rosada per le uve rosse.

Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che l'assunzione di vino rosso in moderata quantità comporta una migliore stabilità del plasma, una diminuita aggregazione piastrinica, un calo dell' LDL (lipoproteine a bassa densità) e un corrispondente aumento dell' HDL (lipoproteine ad alta densità), grazie alla presenza di sostanze appartenenti ai polifenoli comprendenti i flavonoidi, che attuano una efficace protezione contro il fenomeno dell'ossidazione.

La capacità dei polifenoli di inibire l'ossidazione delle LDL è in funzione del loro contenuto di catechina, acido gallico, miricetina, quercitina, acido caffeico.

Queste proprietà, dimostrate per la verità principalmente in vitro, vengono spesso utilizzate per dare supporto scientifico al cosiddetto paradosso francese, ovvero il fenomeno per il quale in Francia, nonostante il consumo relativamente alto di alimenti ricchi di acidi grassi saturi, la mortalità per malattie cardiovascolari è relativamente bassa.

L’uva, oltre che per la produzione del vino, viene consumata come frutto fresco, utilizzata in cucina e nella preparazione dei dolci, oppure conservata dopo essiccazione (uva passa). Inoltre dall'uva si prepara, per spremitura, il succo d’uva (bevanda non alcolica) e dai semi si estrae l’olio di vinaccioli, ricco di acidi grassi essenziali (~ 68 g/100 g) e di vitamina E (~19 mg/100 g).  

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Prodotti Tipici Siciliani

La Sicilia è ricca di molti prodotti tipici: dalla frutta di stagione a cui il clima conferisce sapori unici (matura almeno un mese prima delle altre zone d'Italia) ai prodotti elaborati della cucina, al vino, al marsala ai famosi dolci siciliani rinomati nel mondo.

Di seguito un elenco della:

Frutta e derivati

  • albicocca di Scillato, coltivata appunto nel comune di Scillato in provincia di Palermo;
  • arancia bionda di Scillato, sempre in provincia di Palermo;
  • arancia bionda valentia, coltivata perlopiù in provincia di Ragusa;
  • arancia navel che si coltiva a Ribera, comune dell'agrigentino, conosciuta anche come brasiliana;
  • arancia rossa moro a marchio igp, coltivata per la maggiore nelle province di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna;
  • arancia rossa tarocco a marchio igp, coltivata per la maggiore nelle province di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna;
  • arancia tarocco nucellare, in sperimentazione nel territorio di Acireale (Catania);
  • arancia rossa sanguinello a marchio igp, coltivata per la maggiore nelle province di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna;
  • amarena;
  • anguria di Siracusa, coltivata appunto a Siracusa;
  • bastarduna (fichi d'India) di Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani;
  • ciliegia mastrantoni, coltivata nei comuni catanesi di Pedara, Trecastagni, Nicolosi, Viagrande, Aci Sant'Antonio e San Giovanni La Punta;
  • confettura extra di gelsi, tipica della zona di Palermo;
  • confettura extra di mele allo zenzero, prodotta un po' in tutta la Sicilia ma in particolar modo a Palermo;
  • conserva di arance speziate, come sopra;
  • cotognata, prodotta a Villarosa, in provincia di Enna;
  • clementine comuni (incrocio tra arancio amaro e mandarino avana, note anche come mandaranci) coltivate generalmente dalle O.P. della Sicilia;
  • fichi d'India dell'Etna, coltivati appunto sulle colline dei comuni dell'Etna;
  • fichi d'India di San Cono, coltivati nell'omonimo comune in provincia di Catania;
  • fichi d'India della Valle del Belice, coltivati nell'omonimo territorio;
  • fichi d'India della Val di Catania, coltivati nei comuni di alta collina della Val di Catania in terreni a medio impasto;
  • fragola di Maletto, tipica dei comuni di Maletto e Bronte, in provincia di Catania;
  • fragolina di Ribera, comune di Agrigento;
  • fragolina di Sciacca, comune di Agrigento;
  • kaki di Misilmeri, tipici prodotti dell'omonimo comune in provincia di Palermo;
  • limone verdello, coltivato nei comuni di Acireale e Fiumefreddo, in provincia di Catania, e ad Avola e Noto, in provincia di Siracusa;
  • mandarino dell'Etna, coltivato appunto nei comuni dell'Etna;
  • mandarino tradivo di Ciaculli, coltivato nel litorale tirrenico di Palermo e nella provincia di Catania;
  • marmellata d'arancia, prodotta in tutta la Sicilia;
  • marmellata di cocomero, prodotta a Prato Cozzo in provincia di Enna;
  • marmellata di lumie e mandarini, tipica soprattutto delle province palermitane;
  • mele cola, coltivate sul territorio dell'Etna ad un'altitudine che va di 600 m ai 1800 m d'altitudine;
  • mele gelate cola, come sopra;
  • melone invernale giallo "cartucciaru" e verde “purceddu”, tipico dei comuni di Paceco, Erice e Valderice, in provincia di Trapani;
  • mostarda, tipica del comune di Militello nel catanese;
  • mostarde di fichi d'India, che coinvolono tutta la provincia di Catania e i comuni di Piazza Armerina, di Enna e di Santa Margherita del Belice, in provincia di Agrigento;
  • nespole di Trabia, in provincia di Palermo;
  • oliva nocellare del Belice dop, coltivata nei comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa e Salaparuta, in provincia di Trapani;
  • ovaletto di Calatafimi (varietà di arancia bionda), nell'omonimo comune in provincia di Trapani;
  • pere butirra d'estate, coltivate nel territorio etneo ad un'altitudine che va dai 600 ai 1800 metri;
  • pere spinelli, come sopra;
  • pere ucciardona, come sopra;
  • pere virgola, come sopra;
  • pesca tardiva di Leonforte, coltivata nei comuni di Leonforte, Assoro e Calascibetta, in provincia di Enna;
  • uva Italia da tavola di Canicattì igp, coltivata nell'omonimo comune in provincia di Agrigento e anche a Caltanissetta;
  • uva da tavola di Mazzarrone, coltivata nei comuni di Catania e Ragusa e, nello specifico, Caltagirone, Licordia Eubea, Mazzarrone, Acate, Chiaramonte Gulfi e Comiso;
  • uva passita di Pantelleria, prodotta nell'omonima isola;
  • pompelmo, coltivato per la maggiore nei comuni di Catania.

 Frutta secca

  • pistacchio, coltivato nelle province catanesi;
  • pistacchio di Bronte, tipico dell'omonimo comune in provincia di Catania;
  • mandorla, coltivata nelle province di Catania, Siracusa e Agrigento ma anche a Villarosa, in provincia di Enna;
  • mandorla di Avola, coltivata appunto ad Avola in provincia di Siracusa, tipica per il suo guscio spesso e molto duro;
  • nocciola, coltivata a Castigione di Sicilia, in provincia di Catania, nel Parco dei Nebrodi e nei comuni messinesi di Castell'Umberto, Montalbano Elicona, Sant'Angelo di Brolo, Raccuja, Santa Domenica Vittoria, San Piero Patti, San Salvatore Fitalia, Singara, Tortorici e Ucria, ed infine a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo;
  • nocciola dei Nebrodi, tipica del Parco dei Nebrodi;

    noce, coltivata in alcune province di Catania e Messina;
  • carruba, coltivata prevalentemente nelle province di Siracusa e di Ragusa;
  • pinoli;
  • fichi essiccati, tipici di Nissoria, in provincia di Enna;
  • mostarda essiccata, tipica di Caltagirone in provincia di Catania, di Piazza Armerina in provincia di Enna e di Giarratana in provincia di Ragusa. 

     Fonte:sito Rosaria

 

 

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